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8 marzo: festa 'rosa', ma
nella toponomastica della
città le donne sono 'latitanti'

Se si scorre l'elenco delle strade e delle piazza di Cremona, sono davvero pochi i nomi delle contrade, delle piazza, delle vie, dei vicoli della nostra Cremona dedicati alle donne e sono tutti molto antichi.

Otto marzo, è la giornata della donna. Si ricorda il ruolo e l’importanza della donna ieri e oggi nella nostra società. Un ruolo spesso ignorato o volutamente nascosto. Se si scorre l’elenco delle strade e delle piazza di Cremona, sono davvero pochi i nomi delle contrade, delle piazza, delle vie, dei vicoli della nostra Cremona dedicati alle donne e sono tutti molto antichi.

C’è Via Sofonisba Anguissola, la prima a sinistra di corso Campi. E’ la via dedicata alla più grande pittrice della storia dell’arte. Allieva di Bernardino Campi e Bernardino Gatti, raggiunse presto la fama. Lavorò alla corte di Filippo II a Madrid dove eseguì i ritratti di tutti i componenti della famiglia reale. Suoi quadri sono nei maggiori musei del mondo.

Via Margherita Caffi, è la strada che congiunge via Castelleone con via Sesto sulla sinistra lasciando via Bergamo. Anche questa era una pittrice. Visse tra il Seicento e il Settecento, a lei si attribuiscono molti dipinti di fiori di ispirazione fiamminga. Tre suoi quadri sono conservati nel museo civico.

Via Anna Frank, quartiere di via Giuseppina, è una laterale di via Flaminia. Alla vittima del nazismo che vive nel suo diario è stata dedicata questa strada nel 1963. Morì nel campo di Bergen Belsen. Perchè i giovani cremonesi ricordino le vittime della barbarie nazista, ad Anna Frank è dedicata anche la vicina scuola media di via Novati.

via Regina Teodolinda, da piazza Roma percorrendo via Manzoni è la seconda strada sulla destra (la prima è via Robolotti). Teodolinda è la sposa di Agilulfo, re dei Longobardi cioè di colui che distrusse Cremona perchè per 35 anni resistette ai suoi assalti restando fedele ai bizantini. Teodolinda, donna pia e caritatevole, succeduta nel regno al marito restituì alla Chiesa i suoi beni, fece costruire secondo la leggenda la chiesa di Santa Lucia, quella dei santi Siro e Sepolcro e, forse, anche quella di San Michele Vetere. Quasi per ripagare la città dei danni del marito, Teodolinda fornì aiuti alla ricostruzione di Cremona.

Via Ermelinda Tinti, strada quasi nascosta alla vista, perchè sovrastata da un voltone, è la prima a destra di via Ugolani Dati e finisce in via Fulvio Cazzaniga. Ermelinda era l’ultima erede di una nobile famiglia cremonese e lasciò le sue sostanze per l’apertura di una casa dove potessero essere ospitate signore decadute. La casa signorile funziona ancora a questo scopo.

Largo Bianca Maria Visconti è denominato lo spazio antistante la chiesa di San Sigismondo. Cremona fu cara alla sposa di Francesco Sforza che qui volle celebrare le sue nozze portando in dote la città.

C’è poi una serie di vie e piazze di sante, come in ogni parte d’Italia. via Santa Caterina, nel quartiere Riposo, tra le vie Mantova, Zaist e Persico prende il nome dalla cascina omonima più che direttamente dalla santa di Siena. Lo stesso è per via Santa Cristina, una strada tra i campi tra via Mantova e via Persico, dove esiste una cascina con questo nome. Sempre in tema di sante, c’è piazza Santa Lucia, che si raggiunge da corso Vittorio Emanuele per via Bernardino Ricca. Alla Santa è dedicata anche la bella chiesa tanto cara ai bambini cremonesi che la affollano il 13 dicembre. C’è poi via Santa Maria in Betlem, prosecuzione da porta Romana di via Gaspare Pedone. Il nome deriva da un’antica chiesa che sorgeva a porta Mosa. Via Santa Tecla collega via Massarotti con via Bissolati. Difficile capire come sia arrivato a Cremona il culto di Santa Tecla da Iconio, la prima martire cristiana. Un monastero in zona aveva una chiesa a lei dedicata e ora distrutta.

E poi una curiosità. Neppure via Giuseppina è, contrariamente a quanto sembra, dedicata a una donna. Non è infatti dedicata a Giuseppina Beauharnais,  bella creola moglie dell’imperatore Napoleone e che fu anche a Cremona. La denominazione deriva invece da Giuseppe II imperatore austriaco e la strada si chiamava già così quando nel 1805 la bella Giuseppina arrivò a Cremona.

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