Commenta

Nelle tappe dell'inchiesta sui
big del calcio spunta un'arma
Il pm deposita 82 memorie

Il pm ha parlato di partite e dei ruoli di Mauri, Doni, Bertani, Signori, Sartor e del commercialista Manlio Bruni. E tra gli episodi ricordati in aula, anche quello in cui era spuntata una pistola.

Quarta udienza del maxi processo sul calcio scommesse che vede davanti al gup Pierpaolo Beluzzi 112 imputati fra calciatori, dirigenti di squadre di calcio di A, B e Lega Pro. Oggi ancora spazio per il procuratore Roberto di Martino, che la scorsa udienza aveva cominciato a parlare, affrontando il capitolo relativo all’associazione per delinquere e alle questioni di incompetenza territoriale. Per il pm, non potendo individuare il luogo di ideazione dell’associazione, il giudice naturale di questo processo è quello di Cremona, dove è stata iscritta la prima notizia di reato, quando cioè, dopo Cremonese-Paganese del 14 novembre 2010, l’ex portiere grigiorosso Marco Paoloni, accanito scommettitore, somministrò ai compagni di squadra un ansiolitico per condizionarne le prestazioni.

Oggi il procuratore ha ricostruito dall’inizio le tappe dell’inchiesta parlando dei tre gruppi che organizzavano le scommesse: la “cupola” di Singapore, gli Zingari e i Bolognesi. Si è poi parlato di partite e dei ruoli del capitano della Lazio Stefano Mauri, di Cristiano Doni, “che lavorava non solo per se stesso, ma anche per l’Atalanta”, dell’ex attaccante di Novara e Sampdoria Cristian Bertani, per il pm “più che un giocatore, un intermediario degli zingari”, e di Giuseppe Signori, “un malato di scommesse”. Il procuratore ha ricordato i contatti tra il gruppo dei Bolognesi capitanato dallo stesso ex bomber della Nazionale e quello dei Singaporiani. Ed è spuntato un incontro risalente all’ottobre del 2010 a Parma tra Luca Burini, ex manager che lavorava in Cina per una società bolognese, l’ex calciatore Luigi Sartor, tre singaporiani e il commercialista Daniele Ragone. In un hotel avevano assistito alla partita Piacenza Padova. “In ragione del raggiungimento dell’over 3,5”, si legge nel capo di imputazione, “a Beppe Signori, Sartor e Burini erano stati consegnati 65 mila euro a testa, 25 mila a Ragone e a Francesco Bazzani”. L’ex compagna di Sartor, Genny Salah, aveva raccontato a Signori che in albergo uno degli asiatici aveva estratto una pistola. Il pm ha anche parlato della figura di Manlio Bruni, ex commercialista di Beppe Signori, il cui computer, per gli inquirenti, si è dimostrato “un’autentica miniera” di informazioni, e dello stesso Sartor, punto di snodo tra gli italiani, che comprendevano pure il gruppo di Cervia, il gruppo degli Slavi, che doveva reclutare in tutto il mondo persone disposte ad alterare i risultati delle partite, e gli uomini di Singapore, le menti della truffa internazionale.

In merito alla posizione di Bertani, il suo legale, l’avvocato Salvatore Verdoliva, sta ancora valutando se chiedere il rito abbreviato o se andare a dibattimento. “Il mio cliente è quattro anni e mezzo che non gioca, è disoccupato e vive dei suoi risparmi con una moglie disoccupata e tre figli a carico”.

Il pm, infine, ha depositato 82 memorie per un totale di 2400 pagine. 80 riguardanti tutti gli imputati, tranne coloro che hanno chiesto il rito abbreviato e il patteggiamento, una sulla questione della competenza territoriale e un’altra con un elenco di tutte le partite dell’inchiesta, in tutto un centinaio. A margine dell’udienza si è saputo che la discussione sulla posizione di Antonio Conte (come per tutti gli altri riti abbreviati), inizialmente prevista per il 4 o 5 aprile, potrebbe slittare di una settimana. La sentenza arriverà comunque al massimo a inizio maggio, e dunque prima degli Europei.

Una curiosità: grazie all’applicazione informatica messa a punto dal giudice Beluzzi, per alcuni avvocati provenienti da fuori città non è stata necessaria la presenza fisica in aula: con il progetto Digit e il collegamento via Skype, infatti, è stato possibile collegarsi direttamente via web.

Nel procedimento sul calcio scommesse, parti civili sono la Federazione Italiana Gioco Calcio e la Ficg Lega Pro, l’Associazione italiana calciatori, la Lega nazionale professionisti di serie B, la SKS365 Group, azienda attiva nel campo della comunicazione e del gioco online, e tutte le società di calcio che avevano fatto richiesta di costituirsi parte civile, compresa l’Atalanta contro l’ex capitano Cristiano Doni e contro il calciatore Guido Marilungo. La Ficg, invece, si è costituita contro tutti gli imputati, salvo Antonio Conte, il suo secondo Angelo Alessio e l’attuale allenatore dell’Udinese, prima all’Atalanta, Stefano Colantuono. Le parti civili sono state ammesse solo per le frodi sportive e non per i reati associativi, in quanto il giudice hritenuto che si tratti dello stesso danno.

Sono 15 le richieste di patteggiamento ancora da definire, mentre 7 sono i riti abbreviati chiesti ed ottenuti dai legali dell’allenatore della Nazionale Antonio Conte, che deve rispondere della presunta combine di Albinoleffe-Siena del 29 maggio del 2011, di Angelo Alessio, il secondo di Conte quando era tecnico del Siena, di Giorgio Veltroni, ex presidente dell’Alessandria, di Ermanno Pieroni, direttore sportivo in B per due stagioni, di Roberto Previtali, ex capitano dell’AlbinoLeffe, dell’atalantino Guido Marilungo e di Daniele Quadrini, ex difensore del Sassuolo.

Sara Pizzorni

© Riproduzione riservata
Correlati
Commenti