Cronaca

Tasse locali, Cremona è il capoluogo lombardo dove si paga meno

Cremona è la città lombarda in cui si pagano meno imposte locali. A dirlo è lo Studio sulle Tasse Locali realizzato dal Servizio Politiche Territoriali della Uil, pubblicato in questi giorni. Secondo lo studio, una famiglia mono reddito (24 mila euro), con una casa di proprietà (80 metri quadri) ed un altro immobile entrambi con rendita catastale media, nel 2015 ha pagato 1.455 euro. Segue Sondrio (1.515 euro), Lodi (1.604), Como (1.692), Mantova (1.632), Varese (1.769), Brescia (1.772), Bergamo (1.788), Lecco (1.884), Pavia (1.909), Milano (2.422).

Entrando nel dettaglio, rispetto all’Imu su altri immobili nella città del Torrazzo una famiglia media paga 590: meglio solo Como (562). Per la Tasi prima casa si pagano 141 euro, al secondo posto dopo Sondrio (129 euro). Per quanto riguarda l’Irpef comunale, la famiglia cremonese paga 144 euro, così come succede a Bergamo. Va meglio a Lecco e Mantova (96 euro). Anche sulla Tari Cremona vince su quasi tutte le altre città (tranne Brescia): si paga infatti 201 euro di imposta sui rifiuti.

A livello nazionale, secondo lo studio Uil, le imposte e tasse locali (regionali e comunali), pagate dai cittadini/contribuenti, tra il 2013 ed il 2015, sono aumentate di 7 miliardi di euro (il 16,7% in più), mentre se si fa il paragone tra il 2014 ed il 2015 l’aumento è stato di soli 2,5 miliardi (il 5,5% in più). In valori assoluti tra Addizionali regionali e comunali Irpef, Imu, Tasi, Tariffa Rifiuti, nel 2015, l’introito per le casse di Regioni e Comuni è di oltre 49 miliardi di euro a fronte dei 42 miliardi di euro pagati nel 2013, passando per i 46,5 miliardi di euro pagati nel 2014.

Nello specifico per l’Imu/Tasi per gli immobili diversi dalla prima casa, nel 2015, il gettito è stato di 19,8 miliardi di euro; per la Tasi sulla prima casa il gettito è stato di 3,7 miliardi di euro; per le Addizionali Regionali Irpef di 12,8 miliardi di euro; per l’Irpef Comunale sono stati incassati 4,5 miliardi di euro; per la Tassa Rifiuti 8,2 miliardi di euro. Il Gettito per l’Imu/Tasi per gli immobili diversi dalla prima casa è aumentato dell’8,4% rispetto al 2013 (1,5 miliardi di euro); quello per l’Irpef Regionale dell’11,8% (1,4 miliardi di euro); l’Irpef Comunale dell’11,7% (469 milioni di euro); la Tari del 7,3% (556 milioni di euro).

Discorso a parte è quello della Tasi sulla prima casa: nel 2013 si pagò la mini Imu (il 40% della differenza dell’aumento dell’aliquota deliberata su l’aliquota base) e il gettito fu di 625 milioni di euro. L’aumento tra il 2014 e il 2015 è stato del 6,2% (220 milioni di euro in più).
Nell’ultimo anno la famiglia campione, mediamente, ha pagato 1.969 euro di tasse locali, con un aumento di 308 euro tra il 2013 e il 2015 e di 83 euro tra il 2014 e il 2015.
In particolare, per l’Imu/Tasi per immobili diversi dalla prima casa, l’esborso medio è stato di 937 euro (+ 72 euro in 2 anni), con punte di 1.386 euro a Roma, 1.220 a Milano e 1.154 a Bologna.

Per la Tasi sulla prima casa l’esborso medio è stato di 191 euro medi pro capite con punte di 403 euro a Torino, 391 euro a Roma e 356 euro a Siena. Il versamento delle addizionali regionali Irpef nel 2015 è stato di 389 euro medi pro capite (+ 27 euro in 2 anni), con punte di 535 euro nelle città del Molise, 511 euro nelle città del Piemonte, 487 euro nelle città della Campania. Le addizionali comunali Irpef hanno eroso i redditi per 156 euro pro capite (+ 28 euro in 2 anni), con punte di 216 euro a Roma.

Per la tariffa rifiuti, il costo medio nel 2015 è stato di 296 euro pro capite (+ 23 euro in 2 anni), con punte di 462 euro a Salerno, 454 euro a Benevento, 450 euro a Cagliari e Grosseto. Il dato relativo alle singole città, vede in testa Roma dove tra Imu, Tasi, Irpef regionale e comunale e Tari, l’esborso medio nel 2015 è stato di 2.726 euro pro capite; a Napoli di 2.576 euro; a Torino di 2.458 euro; a Milano di 2.422 euro; a Benevento di 2.307 euro; a Bologna di 2.279 euro; a Genova di 2.209 euro; a Salerno di 2.130 euro; a Grosseto di 2.106 euro; ad Avellino di 2.077 euro.

In definitiva, evidenzia la Uil, “se tra il 2013 e il 2015 a livello nazionale per 10 milioni di contribuenti la pressione fiscale è diminuita grazie agli 80 euro, la stessa cosa non si può dire degli altri 30 milioni di contribuenti, tra cui 10 milioni di lavoratori dipendenti e 15 milioni di pensionati. Infatti, per quest’ultimi, la pressione fiscale dovuta agli aumenti del fisco locale è aumentata del 18,5% erodendo ulteriormente buste paga e cedolini di pensione”.

Certamente per il 2016 c”i saranno alcuni benefici dovuti, soprattutto, all’eliminazione delle tasse sulla prima casa, ma il blocco degli aumenti delle tasse regionali e locali decisi con l’ultima Legge di Stabilità non autorizza a stare sereni” continua la Uil. “Innanzitutto, perché dal blocco sono esclusi gli aumenti della Tari e delle tariffe locali (asili nido, mense scolastiche, rette di ricovero, ecc.) e in secondo luogo perché le Regioni, alle prese con i piani di rientro più o meno intensi, dai deficit sanitari ( Sicilia, Abruzzo, Campania, Molise, Lazio, Piemonte, Puglia) potrebbero rivedere al rialzo le aliquote dell’Irpef regionale”.

LA TABELLA

LaBos

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