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Calcio, 'Bettarini va assolto'.
E dal gup c'è anche Camilli,
da accusatore ad imputato

Trattate le posizioni di Bettarini, Benassi, Cassano, Acerbis, Burini, Camilli e Bertani. Al via le arringhe della difesa degli imputati per i quali il pm Roberto di Martino ha chiesto il rinvio a giudizio.

Hanno preso il via oggi, nella nona udienza del maxi processo sul calcio scommesse, le arringhe degli avvocati di alcuni degli imputati (in tutto sono 85) per i quali il pm Roberto di Martino ha chiesto il rinvio a giudizio.

L'avvocato Zilioli

L’avvocato Zilioli

Da segnalare la posizione di Stefano Bettarini, il cui legale, l’avvocato Paolo Zilioli, in sostituzione del collega Ernesto De Toni, ha chiesto il non luogo a procedere. La memoria difensiva su Bettarini, ex giocatore, oggi agente immobiliare a Miami, era già stata depositata. A tirare in ballo l’ex giocatore di Fiorentina, Parma e Sampdoria, erano state le dichiarazioni del capo degli scommettitori ‘Zingari’, il macedone Hristyian Ilievski, che dopo essersi costituito raccontò al procuratore di Martino di aver dato a Bettarini 60mila euro in relazione a una partita del Siena, aggiungendo che per quanto ne sapeva, l’ex calciatore agiva per conto del presidente della squadra toscana, Massimo Mezzaroma, anch’egli tra gli imputati. A Bettarini il macedone aveva riservato “un ruolo importante nel cercare, tra i giocatori delle varie squadre, coloro che fossero disposti a farsi corrompere”.

L'avvocato Marsico

L’avvocato Marsico

Per Massimiliano Benassi, portiere del Lecce, ha parlato l’avvocato Luigi Marsico. Sotto accusa c’è la partita Lecce-Lazio. “Il mio cliente è già stato prosciolto dalla giustizia sportiva”, ha fatto sapere il legale. “Gli unici elementi a suo carico sono le dichiarazioni di Ilievski che sono de relato e vaghe. Anche un dibattimento non avrebbe la possibilità di specificare le condotte, in quanto il capo di imputazione è molto vago”. “La carriera di Benassi”, ha continuato l’avvocato, “è stata rovinata, perchè nel processo sportivo rischiava la squalifica, e per questo motivo non ha avuto proposte, nonostante fossero interessate a lui le migliori squadre di serie A”.

“Insopportabile un processo dopo quattro anni”, ha a sua volta commentato l’avvocato Francesco Maresca, legale dell’ex portiere del Piacenza Mario Cassano. “Se le imputazioni fossero ridimensionate o annullate, questi atleti sarebbero stati distrutti”.

Ad ammettere la combine Torino-Grosseto è stato l’avvocato Paolo Zilioli per conto del suo cliente, Paolo Acerbis, ex portiere dell’AlbinoLeffe e del Grosseto. Questo per quanto riguarda l’accusa di frode. Respinta, invece, l’accusa più grave di associazione a delinquere. “In questo senso”, ha specificato la difesa, “c’è un’assoluta mancanza di elementi a fondamento della prova della sua partecipazione all’associazione”.

L'avvocato Materia

L’avvocato Materia

Di associazione per delinquere è accusato anche il faentino Luca Burini, dipendente di una ditta di autoricambi di Forlì, al quale la procura contesta pure il reato di riciclaggio in concorso con il suo amico, ex bomber della Nazionale, Beppe Signori, con l’ex calciatore Luigi Sartor e con il commercialista dello stesso Signori, Daniele Ragone. L’accusa riguarda movimentazione di denaro attraverso una società panamense proveniente dalle scommesse. Difendere Burini è compito dell’avvocato Antonio Materia, che in primo luogo ha chiesto il non luogo a procedere per il riciclaggio, specificando che secondo la difesa “si tratta semmai di autoriciclaggio, un reato punito in epoca successiva ai fatti”. “Ma anche qualora si trattasse di riciclaggio”, ha continuato il legale, “la competenza del processo non sarebbe a Cremona, ma a Parma, dove ha la residenza l’imputato“. L’avvocato ha invece chiesto lo spostamento del processo a Bologna per quel che riguarda l’altra accusa di associazione a delinquere. “La competenza è a Bologna”, ha detto Materia, “luogo nel quale l’associazione si sarebbe costituita”.

L'avvocato Valentini

L’avvocato Valentini

Altra posizione trattata oggi, quella di Piero Camilli, patron della Viterbese, nel 2014 rieletto sindaco del Comune di Grotte di Castro. Per la vicenda calcio scommesse, la giustizia sportiva lo aveva condannato in primo grado a cinque anni di squalifica con retrocessione della sua squadra in Lega Pro. Sentenza ribaltata nel 2012 dalla corte d’appello federale che lo aveva prosciolto dall’accusa di aver truccato la partita tra Ancona e Grosseto. Ora, davanti alla giustizia penale, il numero uno della Viterbese Castrense, difeso dall’avvocato Enrico Valentini, è chiamato a rispondere dello stesso match in qualità di ex presidente del Grosseto. Camilli è un accusatore finito suo malgrado sul banco degli imputati. Era stato proprio il patron della Viterbese, prima che scoppiasse lo scandalo del calcio scommesse, a denunciare, il 22 febbraio del 2009, il marcio nel mondo del pallone. Il 24 febbraio successivo, Camilli era stato sentito dai funzionari della procura federale ai quali aveva rivelato che alcuni dei suoi giocatori potevano essere coinvolti nelle scommesse. A puntare il dito contro di lui è Andrea Iaconi, ex direttore sportivo del Grosseto, condannato in appello a tre anni e nove mesi di squalifica proprio per quel match truccato. Nella sua arringa davanti al giudice Pierpaolo Beluzzi, durata quaranta minuti, l’avvocato Valentini ha parlato di “mancanza di riscontri” contro il suo assistito e di “assoluta inconsistenza delle accuse”, sottolineando la non credibilità di Iaconi, unico accusatore di Camilli.

Polemica sui tempi di interventi degli avvocati, fissati in 20 minuti ciascuno, è arrivata dall’avvocato Salvatore Verdoliva, legale di Cristian Bertani, ex attaccante del Novara. “Il pm ha discusso per quattro udienze, e per ogni imputato ha depositato una memoria. Sulla posizione di Bertani, di Martino ha parlato 45 minuti”, si è lamentato il legale, “mentre io ne avevo solo 20. Il giudice non può contingentare i tempi”. Per il suo assistito, l’avvocato Verdoliva, che come tanti altri legali ha fatto un plauso al tribunale di Cremona per l’organizzazione del processo, ha chiesto il non luogo a procedere e ha depositato una memoria.

Si torna in aula lunedì con le difese dei fratelli Cossato, di Bellavista, di Gegic e di Goretti. Martedì giornata importante con gli interventi degli avvocati di Colantuono, Mauri, Doni e del cremonese Paoloni.

Sara Pizzorni

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