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Ferrovia Cremona-Mantova,
raddoppio lontano, Maroni
pensa di uscire da Trenord

Uno studio commissionato al Politecnico fornisce i costi dell'ipotetico raddoppio, 900 milioni, ma del progetto non c'è traccia nei piani industriali di Trenord. E in settimana arriva sul tavolo dell'assessore Sorte il progetto rivisitato dell'autostrada.

Si torna a parlare del raddoppio della linea ferroviaria Milano-Cremona-Mantova, considerata la Cenerentola della Lombardia, con i suoi 71 passaggi a livello. La fattibilità dell’infrastruttura è stata oggetto di attenzione da parte dell’amministratore delegato di Rfì, Maurizio Gentile, che attraverso uno studio sulla linea, commissionato al Politecnico, ha reso noti i costi: si parla di un investimento da 900 milioni di euro, di cui 310 per la prima fase tra Cremona e Piadena (28 chilometri), tratta che è definita prioritaria. La lunghezza totale della tratta è pari a 84 chilometri.

Ma per il momento l’opera non figura nel contratto di programma tra Rfi e il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. E nel protocollo d’intesa firmato nel 2014 da Regione Lombardia ed Rfi sono previsti interventi “leggeri”. Dunque il raddoppio per ora resta sulla carta senza che vi sia una chiara volontà di portarlo avanti. Dal canto suo, il governatore Roberto Maroni si è già lamentato della mancata volontà, da parte di Trenord, di fare investimenti, e ha espresso il desiderio di cedere il suo 50% alle Ferrovie dello Stato; visto che la joint venture paritetica non funziona, il Pirellone sarebbe quindi disposto a fare un passo indietro, a fronte di investimenti importanti da parte di Fs. Non solo nuovi treni, ma anche interventi sulla rete: dal collegamento dell’Alta Velocità con Malpensa al raddoppio della Cremona-Mantova. Rfi dovrà quindi decidere cosa fare.

Intanto sul tavolo della Regione c’è anche il progetto dell’autostrada Cremona-Mantova, la cui nuova versione prevede un costo inferiore a quello della tratta ferroviaria: si parla infatti di 822 milioni di euro; il progetto revisionato verrà illustrato dal concessionario Stradivaria al tavolo dell’assessore regionale Sorte questa settimana.

Ora ci sarà da fare una scelta, incalza il consigliere regionale M5S Andrea Fiasconaro: “Tanto più che nel Programma regionale della mobilità e dei trasporti (Prmt), attualmente sotto la lente della relativa commissione, è incoraggiato il trasporto collettivo”. Fiasconaro propone di archiviare l’autostrada e puntare invece sul trasporto ferroviario. “Come comunità dovremmo prendere atto di questo indirizzo e decidere cosa volere tra la ferrovia e l’autostrada, visto che entrambe non si possono avere – continua il consigliere – E quando dico comunità mi riferisco alle forze politiche, sociali, imprenditoriali. A un livello più politico, la discussione sul Programma per la mobilità, che tra qualche mese arriverà in consiglio, può essere l’occasione perché il territorio presenti un documento condiviso. Anche dai pendolari”.

LaBos

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