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Mozione su caduta Muro
Berlino: destra e sinistra
unite ma non troppo

La caduta del muro di Berlino, avvenuta il 9 novembre 1989,  mette d’accordo tutti, post-comunisti e post-fascisti. Il Pd voterà sì alla mozione presentata dal consigliere di An-Fratelli d’Italia Marcello Ventura, che chiede al sindaco di impegnarsi per “sensibilizzare le giovani generazioni sul significato del Muro di Berlino quale simbolo di intolleranza ed oppressione; intitolare una strada o un parco cittadino al 9 novembre 1989, con il fine di ricordare una pagina della storia d’Europa e con l’auspicio che non vi sia mai più bisogno di erigere muri tra i popoli”. La mozione andrà in discussione nella seduta del consiglio comunale del 16 maggio ed è preceduta da un preambolo sugli aspetti repressivi posti in essere dall’Unione Sovietica nell’Europa Orientale e non solo. Tra l’altro, è una legge dello Stato, dell’aprile 2005, ad avere intitolato la data quale “Giorno della Libertà” invitando le amministrazioni pubbliche a ricordarne il significato.

Ma il sì alla mozione preannunciato dal capogruppo Pd Rodolfo Bona ha una motivazione del tutto diversa da quelle portate avanti da Ventura e riporta di botto alla lunga serie di muri che stanno tornando in giro per l’Europa. “Nel calendario della Memoria da me presentato nell’ottobre 2014 – afferma Bona –  per il progetto Memoria per la pace e per l’Europa, era indicato il 9 Novembre, per il quale la Legge 15 aprile 2005, n. 61 prevede l’ Istituzione del Giorno della libertà in ricordo dell’abbattimento del muro di Berlino. Ventisette anni dopo la sua caduta, la capitale di Cipro, Nicosia, è ancora divisa da un muro eretto nel 1974 e in Europa ne sorgono altri per contrastare l’immigrazione e il flusso delle persone. 
Il primo è stato l’ormai celebre muro di Viktor Orbán. Una barriera di rete d’acciaio e filo spinato che aveva suscitato la condanna dell’Unione Europea.
 (…) ”. Oggi, chi dalla Grecia vuole arrivare in Germania, deve attraversare 7 diversi tipi di muri o fili spinati, sostiene Bona. “Quella che un tempo veniva chiamata “la polveriera d’Europa” è tornata ad essere solcata da confini militarizzati come non avveniva, in tempo di pace, da prima della Seconda Guerra Mondiale.
 In poco tempo la parte sud-orientale del Vecchio Continente è stata attraversata da trincee e reticolati che ricordano quelle delle ultime guerre (…) L’idea di un’Europa libera e unita nacque più di settanta anni fa su un’isola, quella di Ventotene dove riposa Altiero Spinelli. Oggi, la realizzazione di quell’idea è messa a rischio su altre isole come Lesbo o Lampedusa e ovunque la nostra capacità di essere solidali fra europei e verso altri popoli è sottoposta a dura prova.
 Per questo è necessario contrastare la politica della paura con una politica della speranza (…)”.

 

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