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Bombardamento 10 luglio
1944, domenica
commemorazione vittime

Si avvicina la commemorazione delle vittime del primo bombardamento sulla città di Cremona durante la Seconda guerra mondiale. Domenica 10 luglio per il 72° anniversario il Comune, in collaborazione con il Dopolavoro Ferroviario di Cremona, organizza una cerimonia, con inizio alle 9,45, davanti al monumento collocato in via San Francesco d’Assisi che ricorda i numerosi ferrovieri che allora persero la vita. Seguirà un canto eseguito dal Coro Paulli. Prenderà poi la parola il sindaco Gianluca Galimberti a fianco di una grande foto che riproduce un’immagine della devastazione provocata dagli ordigni sganciati sulla città. Sarà infine deposta una corona d’alloro da parte delle autorità civili e militari ed il parroco di Sant’Ambrogio, don Carlo Rodolfi, impartirà la benedizione. La cerimonia si concluderà con un altro canto sempre eseguito dal Coro Paulli.

La corona d’alloro verrà successivamente portata sotto la lapide, collocata su un edificio di quella che un tempo era conosciuta come Porta Milano, ora piazza Risorgimento, che reca la seguente epigrafe: “Come questa pietra immutabile il ricordo ed il compianto per i cremonesi vittime innocenti di bombardamento aereo vivranno eterni ammonendo pace tra i popoli”. Alle 10.30, nella Chiesa di S. Ambrogio, sarà celebrata la messa in ricordo di tutti coloro che morirono sotto le bombe.

Una cerimonia che vuole ribadire i valori della pace e del rifiuto di ogni violenza e guerra, per onorare il ricordo di tutti i caduti civili e militari delle guerre di ieri, ma che oggi soprattutto intende inviare un messaggio di pace da condividere nei cuori e nelle menti in ogni parte del mondo.

Il 10 luglio 1944,  poco prime delle 11, le sirene suonarono l’allarme e su Cremona  furono sganciate  in contemporanea, in sei ondate successive, una cinquantina di ordigni di medio e grosso calibro. L’obiettivo  era la stazione, ma furono pesantemente colpite molte zone vicine: porta Milano e via Palestro, il cimitero, il mulino Rapuzzi, al bivio della strada per Piadena-Olmeneta, i campi di mais oltre la Cremonella, via Sauro, la Cavalli e Poli, via San Francesco. Fu senz’altro il più duro tra i numerosi bombardamenti che colpirono il nostro territorio nell’anno che precedette la fine della seconda guerra mondiale. Pesantissimo il bilancio: 119 furono i morti, tra i quali  oltre  20 ferrovieri, un centinaio i feriti. Nel bombardamento perirono anche 13 militari tedeschi.

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