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Via Bredina, il bosco
dei nuovi nati
fa già litigare

Scatena subito la polemica il taglio degli alberi in via Bredina, dove sono state abbattte alcune piante storiche per far posto al bosco dei nuovi nati. Le motoseghe del Consorzio Forestale Padano hanno segato alcune decine di alberi ad alto fusto, alte parecchie metri e in alcuni casi del diametro di un’ottantina di centimetri. Il tutto era previsto nel piano avviato dal Comune e annunciato lo scorso sabato con un sopralluogo di tecnici e assessore Alessia Manfredini. Ma questo non basta a soddisfare Federico Fasani, consigliere di Ncd che oggi ha postato su Facebook una dura critica all’operato del Comune, collegandola anche alle passate polemiche fatte dal Pd quando era in minoranza, a proposito del taglio delle piante nel parco del Morbasco / via Chiese.

“Ecco a voi gli ipocriti dell’ambiente – afferma il consigliere –  Il “bosco dei nuovi nati” in via Bredina parte con lo sterminio di decine di piante sanissime alte 40metri. Uno scavatore sta impietosamente macinando centinaia di metri cubi di massa vegetale, un disastro.  Chissà se ci sono tutti i permessi a posto…..devo informarmi”. Pronta la replica dell’assessore all’Ambiente Alessia Manfredini: “Fasani non sottovaluti la competenza e il lavoro minuzioso degli uffici del Comune. Il tutto era già stato condiviso con il comitato di quartiere nel sopralluogo sabato scorso.
Il Comune ha chiesto ed è in possesso di una relazione di verifica della condizione statica di alcuni alberi radicati di via Bredina, a cura di agronomi del Consorzio Forestale Padano che eseguirà i lavori. Con un semplice accesso agli atti il consigliere ne potrà entrare in possesso. Un passaggio della relazione conferma: ‘Questo livello di inclinazione è grave, l’albero subisce un carico eccentrico molto alto avvicinandosi al punto di rottura, che potrebbe sopraggiungere in qualsiasi momento (neve, vento, eccesso pioggia e terreno molto impregnato…).
Guardando questi alberi si può vedere come, spesso, tra i fusti sia presente corteccia inclusa, un accumulo di legno di razione che si forma quando i fusti crescendo vengono a contatto, ma i tessuti non si fondono, premono gli uni contro gli altri, generando tensione che l’albero cerca di risolvere allargando il proprio diametro, deponendo questo legno. La mancata fusione dei tessuti ha come conseguenza l’instabilità, che viene aggravata dal carico della chioma che, crescendo ogni anno, aumenta, aumentando la leva esercitata sul punto di unione dei fusti. In alcuni casi si osserva anche la presenza di materiali totalmente avulsi, che abbandonati in loco sono stati inglobati dalla pianta, accrescendo ulteriormente la problematica di cui sopra’.
“Sulla base delle considerazioni svolte – conclude Manfredini – ritengo di confermare la valutazione del progettista tesa ad eliminare questi pioppi, che naturalmente saranno sostituiti da altri alberi all’interno del bosco dei nati”.

Secondo Fasani resta comunque grave la scelta progettuale di sostituire piante che costituivano un vero e proprio bosco con quelli che saranno degli ‘stroppelli’, piccole piante di tutt’altro impatto: “Tanto più – precisa, in un’area che in passato si è sempre detto di voler preservare anche con una funzione di filtro rispetto agli stabilimenti industriali. Insomma, una scelta politica sbagliata,  fatta da una parte politica che in passato, da minoranza, polemizzava per interventi anche meno impattanti”.

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