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Sospiro, via al trasferimento
di 60 degenti. In Forza Italia
si riapre il caso Bertusi

Va in porto il programma di spostamento di una sessantina di posti letto in residenza sanitaria assistenziale per disabili (RSD) da Fondazione Sospiro a Bedizzole e a Brescia, presso strutture adeguate agli standard richiesti dalla Regione, ma sempre a gestione diretta della Fondazione cremonese. Un’operazione complessa, avviata quattro anni fa circa, frutto di scelte regionali sulla base di necessità territoriali, contrattata coi sindacati.   I trasferimenti avranno luogo dal 3 ottobre, per una decina di giorni.

Sospiro è una delle più grandi strutture per disabili in Lombardia: 408 posti accreditati in RSD da Regione Lombardia (altri 200 in Rsa); molti i degenti che provengono da fuori provincia e quindi anche dalla zona bresciana. Tra i motivi del trasferimento, la necessità di assicurare (pena la perdita dell’accreditamento regionale) il miglioramento degli standard offerti ad una sessantina di questi, sia dal punto di vista delle ore di assistenza alle persone (quindi con aumento di personale) sia come adeguamento strutturale dell’edificio. L’assistenza alle persone era stata garantita inizialmente attraverso l’appalto a diverse cooperative.  Successivamente la Fondazione ha proceduto ad una ‘internizzazione’ del servizio, con l’assunzione diretta di 95 dei 108 lavoratori dipendenti dell’ultima cooperativa. Una procedura questa che aveva trovato l’assenso dei sindacati confederali, che ne avevano monitorato passo dopo passo l’esecuzione. In questa fase si segnala qualche criticità, soprattutto da parte della Cisl, derivante dal mettere insieme le esigenze di professionalità che vanno riservate a degenti con patologie delicate, con quelle delle famiglie dei lavoratori. “Al momento dell’assunzione – spiega il segretario della Cisl Funzione Pubblica Roberto Dusi – i lavoratori avevano firmato la disponibilità ad un trasferimento di sede. Poi però sono passati anni e qualcuno di loro si è stabilito a Sospiro, dove ha messo su famiglia. Adesso stiamo lavorando per contemperare le diverse esigenze”. Per alcuni ex dipendenti di cooperativa che non hanno superato il periodo di prova presso Ios, c’è stata rescissione del contratto.

IL VERSANTE POLITICO – AMMINISTRATIVO – Una fase complessa, quella dell’Ios, su cui tra l’altro periodicamente riemerge il dubbio di legittimità sulla nomina (avvenuta nel settembre 2014) di Fabio Bertusi quale presidente. All’epoca il giovane ex vicesindaco di Soresina di Forza Italia e consigliere  provinciale, era stato indicato dal sindaco di Sospiro Paolo Abruzzi. Sarebbe dovuto restare al vertice del cda per cinque anni, ma nel 2016, il consiglio è stato rinnovato e il nuovo Consiglio lo ha nominato direttore generale, carica che ricopre attualmente, rinunciando ovviamente a quella di presidente. Secondo fonti interne a Forza Italia, ma mai uscite pubblicamente allo scoperto, Bertusi sarebbe stato ineleggibile ai sensi della legge 39 del 2013, governo Monti, inerente l’inconferibilità e incompatibilità di incarichi presso le pubbliche amministrazioni e presso gli enti privati in controllo pubblico.

La vicenda sta tornando d’attualità negli incontri di questi giorni tra gli esponenti provinciali  di Forza Italia, alle prese con la formalizzazione di una lista di candidati da presentare alle prossime elezioni provinciali (6 novembre). E tornano anche le critiche che serpeggiavano al momento dell’incarico a direttore: Bertusi sarebbe privo di specifiche competenze manageriali, a maggior ragione nel settore del welfare; nel suo curriculum figurerebbero solo esperienze politiche. Sulla vicenda tuttavia nessun esponente di Forza Italia ha mai preso pubblicamente posizione e nemmeno lo ha mai fatto il Pd, partito maggioritario in provincia, che in passato ha pure amministrato l’importante complesso della Fondazione Ios.

Simone Bacchetta – Giuliana Biagi

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