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'Troppi dirigenti nell'Ats
Valpadana': le critiche
del sindacato

Piovono critiche sulla riorganizzazione degli uffici nell’Ats Valpadana  che da quasi un anno ha unificato le Asl di Cremona e Mantova, con trasferimento di personale e passaggio di funzioni (ad esempio il settore socio – sanitario) alle aziende ospedaliere. Un processo avvenuto in tutta fretta a seguito della legge regionale del 2015 in materia sanitaria, che alla prova dei fatti si rivela “ridondante, confuso, frammentario e contraddittorio”, come i rappresentanti delle Rsu di Cremona  e Mantova definiscono il Poas, Piano di organizzazione aziendale. In pratica le rappresentanti della Rsu Milena Tambaro (Rsu Mantova) e Selene Valcarenghi (Rsu Cremona) puntano il dito sulla sproporzione tra posti dirigenziali di vario livello – a capo di unità operative definite ridondanti – e scarsità delle forze lavorative in campo. Le sindacaliste, sentite dalla Gazzetta di Mantova, fanno qualche esempio: il servizio epidemiologico è diviso in due unità operative semplici, una delle quali (Epidemiologia valutativa), risulta incaricata di funzioni inappropriate che andrebbero svolte da altre strutture. Gli uffici di risk management e quelli di Prevenzione / Protezione svolgono compiti simili ma dipendono da figure gerarchiche diverse e costituirebbero un doppione. “L’organigramma che ne discende – si legge nelle osservazioni della rsu al Poas –  appare quindi estremamente ricco di strutture che, in un’ottica di governo unitario delle funzioni in esame, potrebbero essere ridondanti o in parte sovrapponibili, con il rischio di conflitti di competenza ed una sostanziale debolezza nei confronti degli interlocutori esterni. Sotto questo profilo l’architettura che appare oggi dai documenti presentati risulta ancora molto confusa, frammentata e priva di un ordine logico”. Ridondanza di strurrure complesse viene sottolineata anche per quanto riguarda il settore veterinario,

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