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Maltempo, Po cresciuto
di 4 metri in 48 ore: paura
per rischio idrogeologico

Il fiume Po torna a preoccupare dopo mesi di tranquillissima secca. Nel giro di 48 ore il livello del fiume è cresciuto di quasi quattro metri, passando da -6,40 metri sotto lo zero idrometrico a -2,52. Il maltempo diffuso in tutta la Lombardia, che ha portato a crescere i laghi e gli affluenti, ingrossando così anche il fiume. A Piacenza il livello si attesta intorno a +3. La maggiore preoccupazione è relativa alle previsioni meteorologiche, che parlano di piogge consistenti fino a venerdì. Non sono solo le precipitazioni del territorio a mettere in allerta, ma soprattutto quelle a monte, che si prevedono essere copiose.

Secondo una rilevazione della Coldiretti regionale in appena 24 ore i livelli dei bacini sono aumentati di oltre il 40%, mentre al Ponte della Becca (Pavia), dove il Ticino si butta nel grande fiume, il Po è salito di quasi quattro metri in 48 ore. In un solo giorno – spiega la Coldiretti Lombardia – il lago Maggiore (da dove esce il Ticino) è passato da 86,4 a 123,1 centimetri sopra lo zero idrometrico con un balzo di oltre il 40% in più, il lago di Como (dal quale parte l’Adda) è passato da 58,1 a 65,7 centimetri con un aumento di quasi il 14% rispetto a ieri, mentre il lago d’Iseo è salito da 54,6 a 60,5 centimetri con un progresso netto di circa l’11%. Stabile per adesso il lago di Garda con 99 centimetri contro i 97,3 di un giorno fa. Intanto – spiega la Coldiretti Lombardia – il livello idrometrico del fiume Po al Ponte della Becca negli ultimi due giorni è passato da -260 centimetri a +130 centimetri sopra lo zero idrometrico e continuando a salire anche questa mattina.

“Su un territorio fragile per il consumo di suolo si abbattono – sottolinea la Coldiretti – i cambiamenti climatici con le precipitazioni sempre più intense e frequenti con vere e proprie bombe d’acqua che il terreno non riesce ad assorbire. Il risultato – continua la Coldiretti – è che sono saliti a 7145 i comuni italiani, ovvero l’88,3% del totale, che sono a rischio frane e/o alluvioni secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Ispra”.

lb

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