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In una Cattedrale gremita,
celebrati i funerali di don
Giampaolo Rossoni

Sono stati celebrati questa mattina in Cattedrale i funerali di don Giampaolo Rossoni, deceduto venerdì 2 dicembre all’ospedale di Bergamo, dove da alcuni giorni il sacerdote era ricoverato nel reparto di terapia intensiva a seguito dell’aggravarsi delle sue condizioni di salute, già rese precarie dalla grave disabilità motoria causata dall’incidente stradale avvenuto lo scorso aprile. Il rito è stato presieduto dai vescovi Napolioni e Lanfranconi, dal vicario generale don Massimo Calvi e da oltre cento sacerdoti provenienti non solo dalla diocesi, ma da diverse parti d’Italia a testimoniare il grande lavoro che il sacerdote cremonese ha compiuto negli anni passati a favore della pastorale giovanile.
Nell’omelia, mons. Napolioni, visibilmente commosso, ha rimarcato come la malattia abbia permesso a don Giampaolo di vedere ancora più in profondità la vita: «Egli – ha detto – ha visto il suo Signore, il cuore della sua esistenza, ciò a cui non aveva bisogno di aggrapparsi perché lo aveva ben piantato dentro. Ora in Cielo lo vede in maniera più chiara e libera». Mons. Napolioni ha poi ricapitolato nella categoria dell’autorità tutta l’esistenza umana e sacerdotale di don Giampaolo. Anzitutto l’autorità della disponibilità e della passione: «Autorità dell’intuizione e dell’azione determinata e generosa. Autorità del presidente che non si fregia di titoli, non si veste da presidente, ma semmai si mette a servizio come servo umile e anche inutile come in questi mesi in cui ha presieduto dalla cattedra del dolore». La celebrazione, che ha visto la presenza dei rappresentanti delle amministrazioni comunali di Torre de’ Picenardi e di Cremona – tra i fedeli anche il sindaco Galimberti – si è conclusa sulla piazza del Comune per l’ultima benedizione dei vescovi e degli oltre cento preti presenti al rito, servito dai seminaristi diocesani. Alle 14 a Vailate, paese natale di don Rossoni, si è tenuta una seconda celebrazione di suffragio. Quindi la tumulazione nel cimitero di Agnadello, nella cappella di famiglia, dove riposano gli amati genitori che lo hanno seguito e assistito nei primi anni del sacerdozio.

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