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Poveri sempre più poveri
negli ultimi 5 anni: canoni
Aler diminuiti del 4,2%

Poveri che negli ultimi anni sono diventati sempre più poveri: questo è il segnale che proviene dalle ultime rilevazioni sulle dichiarazioni dei redditi degli inquilini delle case popolari. I canoni medi degli alloggi Aler  – spia dei redditi denunciati dagli inquilini –  sono diminuiti del 4,3% in provincia di Cremona tra 2013 e 2016, con un trend in diminuzione in tutti gli anni intermedi: -2,5 nel 2014 e -2,1 nel 2015.  Nell’intera area gestita dall’Aler Brescia – Cremona  – Mantova, la diminuzione del canone medio è stata del 4,1%, effetto dei valori registrati a Brescia (-7,1%) e a Mantova, dove invece negli ultimi anni i canoni sono in ascesa (+2,4% tra 2013 e 2016). “Sono dati che impongono una riflessione – ha detto il direttore generale dell’azienda per l’edilizia residenziale pubblica Giacomina Bozzoni – A livello territoriale il canone medio è passato in quattro anni da 138 a 133 euro al mese; l’83% degli utenti si trova nella fascia di protezione (quella con i canoni più bassi, anche poche decine di euro al mese, ndr). E’ la prima volta che ci troviamo davanti a questo fenomeno: eravamo abituati, fino al 2013 circa, a livelli di reddito che un anno crescevano leggermente per poi stabilizzarsi l’anno successivo e così via. Così non è più”.

Il trend non solo rispecchia una società in cui anche chi ha entrate basse ma sufficienti a pagare un canone, deve stringere continuamente la cinghia, ma impone delle riflessioni sulla sostenibilità dei conti dell’azienda Aler. Che difatti, con la legge di riforma varata lo sorso anno (relatore il cremonese Carlo Malvezzi) punta ad integrare sempre più il settore dell’edilizia con i servizi sociali per fare uscire gli utenti dall’ottica della casa garantita per sempre. “Passare dall’assistenzialismo all’assistenza”, la formula utilizzata da Malvezzi, bella ma molto difficile da applicare, come ben sanno gli assistenti sociali dei Comuni.

Tornando ai dati dell’Aler, aggiornati a novembre 2016, il canone medio provinciale ammonta a 123 euro negli alloggi di proprietà, mentre è leggermente più basso in quelli dei comuni gestiti dall’azienda (99,81). Nel primo caso (proprietà Aler), la fascia di decadenza, quella a cui appartengono i redditi più elevati, vede canoni in media da 308 euro al mese (alloggi comunali, stessa fascia: 242 euro), mentre la fascia più economica (protezione) ha canoni medi di 61,86 euro nelle case Aler e di 47,89 nelle case comunali. Come facilmente intuibile, solo una minima parte degli affittuari rientra nella fascia massima: 57 su 3.334 di proprietà Aler e 32 su 806 nelle proprietà dei Comuni. La stragrande maggioranza degli utenti rientra invece nelle prime due fasce reddituali (protezione e accesso): 2.755 negli alloggi Aler e 682 in quelli comunali.

g.biagi

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