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Nuova p.o. all'ufficio
turistico, tutto in regola
secondo l'amministrazione

Continua a far discutere l’ingresso nella pianta organica del Comune della figura di responsabile dell’ufficio Iat (ex Apt), l’ufficio turistico passato dalle competenze della Provincia a quelle del Comune. Su sollecitazione della consigliera M5S MariaLucia Lanfredi, che aveva presentato un’interrogazione, gli assessori Barbara Manfredini e Maurizio Manzi hanno ripercorso la procedura seguita dal Comune, formalmente corretta ma che lascia aperti alcuni interrogativi, ad esempio se “è normale che in meno di un mese si modifichi l’assetto organizzativo dello Iat, si istituisca una nuova posizione organizzativa e si modifichi il contratto di lavoro ad una dipendente per consentirle il giorno successivo alla trasformazione del contratto di poter partecipare alla selezione per la nuova posizione organizzativa?”. La dipendente in questione, infatti, proveniente dall’amministrazione provinciale, aveva un contratto part time al momento del passaggio in Comune, che non avrebbe consentito di acquisire la qualifica di p.o. La risposta di Manzi e Manfredini (anch’essa dipendente provinciale dell’ufficio turistico, in aspettativa da quando è diventata assessore) spiega tra l’altro che la procedura seguita per la p.o. del settore turismo è la stessa “già realizzata da questa amministrazione in occasione dell’istituzione di altre p.o….” e che la richiesta presentata dalla dipendente è simile a quella presentata da altri dipendenti che legittimamente aspirano a poter ricoprire una posizione lavorativa a tempo pieno”. E un dipendente originariamente assunto a tempo pieno e poi passato a part time, può ottenere, come in questo caso, il ritorno al quadro orario originario.

La p.o del settore turismo, affermano Manzi e Manfredini è stata aggiunta in pianta organica successivamente all’arrivo di un’altra dipendente dell’amministrazione provinciale dallo stesso settore, ma con specifiche competenze sul Distretto Culturale, posizione mantenuta anche nel nuovo ente, che implica l’espletamento “di altre importanti funzioni e non di quelle relative ad un’attività molto impegnativa e dispendiosa come quella del turismo”.

Anche  i sindacati avevano espresso perplessità sul nuovo inquadramento: di questo, informano gli assessori, l’amministrazione ha parlato con la rsu anche nell’ultimo incontro di trattativa del 7 febbraio scorso.

Il Comune di Cremona è tra i pochi ad avere scelto di inglobare la funzione del turismo che apparteneva alle Province. Una precisa scelta poichè “le politiche del turismo e dell’incremento della capacità ricettiva della nostra città rappresentano una priorità per questa Amministrazione, ma anche per tutti i soggetti sociali, economici e politici presenti sul territorio”.

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