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Auricchio, celebra il 140º
compleanno e annuncia
nuove filiali in Spagna e Usa

Nuovi distributori, in Spagna e negli Usa: le ultime acquisizioni di Aurichio, annunciate durante i festeggiamenti per i 140 anni di vita dell’azienda, puntano all’internazionalizzazione. L’impresa ha infatti acquisito due imprese di distribuzione, in queste strategiche location: “Punti di riferimento per vendere direttamente il nostro prodotto, rigorosamente italiano, senza intermediari. E oltre ad esso, vendiamo anche altri prodotti italiani” spiegano i tre fratelli Auricchio.

Ma la ricorrenza storica viene celebrata soprattutto a livello nazionale, con ’emissione filatelica della serie “Le eccellenze del sistema Produttivo ed Economico”, ad opera del Ministero dello Sviluppo Economico e ovviamente di Poste Italiane. “Siamo la prima azienda casearia ad avere questo tipo di riconoscimento” ha detto uno dei fratelli, Alberto Auricchio, che ha altresì voluto sottolineare il grande legame con il territorio. “Se anche il mio bisnonno aprì l’azienda  sul napoletano, già agli inizi del ‘900, dopo il trasferimento a Cremona, abbiamo portato qui anche la nosta sede, e qui nostro nonno costruì la nostra casa, davanti alla stazione, nel 1927”. Quella stessa casa che finì in macerie, insieme alla sede dell’azienda, durante i bombardamenti degli alleati nel 1944: “In quell’occasione morirono 27 persone, e nostro padre Gennaro rimase sotto le macerie per 12 ore, tra la vita e la morte” racconta ancora Antonio.

Insomma, la cremonesità di Auricchio fa ormai storia, così come l’azienda, una delle più antiche tra quelle alimentari del territorio. “In questi anni abbiamo puntanto su una serie di acquisizioni, per ampliare la nostra produzione e toccare tutta l’ampia gamma dei gransissimi formaggi italiani, dalla Mozzarella al Parmigiano Reggiano” continua Antonio Auricchio. “Abbiamo voluto produrre personalmente questi formaggi, con ricette nostre, in modo da portare sulle tavole italiane un prodotto che contraddistingua il nostro marchio”.

Sempre in occasione del 140° anniversario, è stato messo in atto il progetto no profit #ilbuonocheavanza, promosso attraverso la pagina facebook dell’azienda, con l’intento di offrire aiuto a “OSF – Opera San Francesco per i poveri” e sensibilizzare le persone a una cucina senza sprechi e a impatto zero. Una campagna che ben rappresenta l’impegno dell’azienda sul fronte etico, già da tempo a fianco di diversi enti assistenziali locali.

L’obiettivo dell’iniziativa è fornire sostegno all’associazione dei frati cappuccini di Milano, aiutandoli a distribuire pasti caldi a persone bisognose. Determinante è stato il supporto di alcune food blogger,  invitate a suggerire utili consigli su come riutilizzare in gustose ricette ciò che generalmente viene scartato in cucina. Una sezione apposita della Pagina Facebook “Auricchio Official” ha raccolto poi tutti i piatti “a impatto zero” realizzati, e per ogni “like” e condivisione sarà donato un pasto a chi nel bisogno si rivolge ai servizi della mensa.

“Celebrare il nostro anniversario facendo del bene agli altri: è stato questo il pensiero che ci ha spinti a realizzare il progetto #ilbuonocheavanza. – ha dichiarato Alberto Auricchio – Siamo fieri e onorati di aver potuto sostenere Opera San Francesco in un momento così importante per la storia della nostra famiglia che consideriamo non solo un traguardo, ma un punto di partenza per riaffermare quei valori che da sempre ci accompagnano e ci guidano”.

Oggi fanno capo all’azienda otto stabilimenti dislocati in Italia. Il Provolone rimane il prodotto più rappresentativo – il 50 % del totale venduto in Italia è infatti a marchio Auricchio -, ma ciascuna unità è anche vocata alla produzione di specifici formaggi tipici del territorio: dal Pecorino Romano Dop – venduto anche in Usa con il marchio Locatelli – al Gorgonzola Dop, dai Pecorini vari alla Mozzarella, passando per il Parmigiano Reggiano Dop, il Taleggio Dop, il Quartirolo Lombardo Dop e il Salva Cremasco Dop. Tutti prodotti conosciuti e apprezzati sul nostro territorio, ma anche esportati in 50 Paesi tra America, Australia, Europa, Emirati Arabi ed Estremo Oriente.

LA STORIA

Risale al 1877, in località San Giuseppe Vesuviano in Campania, la prima produzione del famoso Provolone a firma di Gennaro Auricchio.  È nata così un’impresa dal cuore pulsante, eccellenza italiana nel mondo, fedele interprete di una cultura e di una tradizione artigianale lattiero-casearia che si tramanda da ormai quattro generazioni.

Una realtà che affonda le radici in terra campana da cui nasce lo straordinario formaggio che porta tuttora il nome del fondatore. Ogni Provolone Auricchio è reso unico dalla mano di esperti casari che lo modellano con procedure rimaste identiche alle origini e dall’ingrediente speciale noto come il “segreto di don Gennaro” che lo rende, semplicemente, inconfondibile.

Fu nei primi anni del ‘900 che il Provolone Auricchio superò i confini italiani arrivando negli Stati Uniti, negli Italian Store di Little Italy, fra i numerosi migranti italiani, partiti per l’America in cerca di fortuna e desiderosi di ritrovare anche oltreoceano i propri sapori.

Verso la fine degli anni ‘70 la produzione si concentra soprattutto nella pianura Padana e cresce notevolmente, determinando l’avvio del moderno stabilimento di Pieve San Giacomo, alle porte di Cremona, dove entrano giornalmente quattromila quintali di latte “caldo”, conferiti da oltre 40 aziende agricole locali.
Nel 1992 di fronte alle avvisaglie della crisi economica e allettata dalla generosa offerta di una multinazionale straniera, una parte della proprietà mette in vendita il 50% dell’azienda.

L’allora presidente Gennaro Auricchio, nipote dell’omonimo fondatore, nonostante i quasi 80 anni di età, con l’aiuto dei figli Antonio, Gian Domenico e Alberto, rileva le azioni in vendita e ricompone la proprietà in un unico nucleo familiare, come era nel lontano 1877. Da questo evento parte il nuovo rilancio di Auricchio. Investimenti nelle sedi produttive e acquisizioni di marchi e stabilimenti (primo tra tutti la Ceccardi di Reggio Emilia) portano rapidamente i 50 milioni di fatturato del ’92 agli oltre 90 milioni del ’96. L’inaugurazione poi di un “concentratore di siero” all’avanguardia in Europa, porterà l’azienda a essere tra le prime industrie alimentari al mondo a gestire una filiera eco-compatibile.

Il 1997 vede l’acquisizione della divisione prodotti ovini Locatelli che permetterà di portare internamente l’intero ciclo di lavorazione del latte ovino. Auricchio diventa così un’azienda casearia con una gamma unica sul mercato, cui si aggiungerà la commercializzazione del marchio Locatelli per gli USA e il lancio del nuovo sigillo di qualità “Riserva Esclusiva Auricchio”.

Tra il 1998 e il 2002, la società intraprende una coraggiosa strategia di marketing: ogni spicchio di Auricchio viene riconosciuto attraverso la texture che ricopre il formaggio, per sigillarne l’originalità. La campagna pubblicitaria televisiva, con il noto claim “se non lo vedi, … non ci credi” sostenuto da diversi testimonial del mondo dello spettacolo, attribuisce una profonda riconoscibilità al prodotto e al brand Auricchio.  Oggi la comunicazione è affidata a un nuovo concept: “Auricchio. Fatto a mano. Da sempre.” che punta sull’eccellenza e l’artigianalità di un prodotto che ha fatto storia e alla promozione di un modo di gustare il prodotto attraverso ricette versatili e gustose, coerenti ai moderni stili alimentari. Per ricordare i primi 130 anni dalla fondazione, nel 2007 viene pubblicato un volume “Auricchio 1877-2007: 130 anni di storia” che riassume le tappe salienti di questo importante e prestigioso percorso.

L’azienda prosegue poi il suo sviluppo attraverso importanti acquisizioni: nel 2012 la Giovanni Colombo S.p.a., storica impresa di produzione del celebre gorgonzola CREMIFICATO® COLOMBO, Hispano Italiana primaria azienda di importazione di prodotti italiani in Spagna, Caseificio Villa (in compartecipazione) anch’essa storica azienda casearia specializzata nella produzione di tre Dop Lombarde (Taleggio, Quartirolo e Salva Cremasco) oltre che di mozzarella e ricotta. Nel 2015 acquisisce la The Ambriola Company, uno dei più grandi importatori e distributori di formaggi italiani negli USA, consolidando così la propria presenza nel panorama internazionale. Nel 2016, sempre in compartecipazione, La Pecorella Distribuzione srl di Roma.

Attualmente Auricchio Spa conta otto unità in Italia oltre alle due filiali commerciali in USA e Spagna. Esporta in oltre 50 Paesi nel mondo, rappresentando un marchio da sempre portavoce di antiche tradizioni casearie, ma anche promotore di modernità, con le radici salde nel proprio ieri e con uno sguardo attento al domani.

Laura Bosio

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