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Ciclabili, i progetti prendono
forma: in viale T.Trieste
ipotesi sdoppiamento

Procede la progettazione definitiva (entro il 30 giugno andrà presentata in Regione) delle quattro piste ciclabili ammesse a cofinanziamento regionale e cioè lungo via Bergamo, via Brescia, via Mantova e il ring interno di viale Trento e Trieste. Al lavoro sono i tecnici del settore Strade dell’amministrazione provinciale, coadiuvati da quelli del Comune e dal consigliere con delega specifica Filippo Bonali. L’ulteriore scadenza da rispettare sarà il 31 ottobre, per la presentazione dell’esecutivo, poi si dovrà reperire il finanziamento (2 milioni di euro il costo complessivo a cui la Regione contribuirà con il 50%), da alienazioni o oneri di urbanizzazione. Il via ai lavori sarà soltanto l’anno prossimo e, come spiega l’assessore alla Mobilità Alessia Manfredini, “andrà fatto un bando di gara unico per tutti e quattro i progetti, con ultimazione dei lavori entro il 2020. Si tratta quindi di un blocco unico la cui realizzazione andrà a scavalco tra due amministrazioni, ragione in più per ponderare al meglio ogni scelta progettuale che verrà fatta. Ad ogni modo le ipotesi su cui stanno lavorando gli uffici e il consigliere Bonali dovranno essere discusse in Giunta”.

“Come detto in diverse occasioni – aggiunge quest’ultimo – si tratta di rimodulare gli spazi della sede stradale. Per molto tempo è stato dedicato solo spazio alle auto e le biciclette si sono dovute accontentare delle briciole rimaste. Ora si progetta in modo da dare a tutti lo spazio adeguato nella sequenza giusta: marciapiede, ciclabile, zona parcheggio, sede stradale. Ad oggi spesso abbiamo una inversione pericolosa tra zona parcheggio e ciclabile. La progettazione servirà anche per risolvere alcune problematiche rimaste inevase soprattutto nelle zone limitrofe agli incroci come gli spazi di attestazione per gli attraversamenti.”

Per alcune piste (ad esempio via Mantova) il tracciato non presenta particolari criticità, mentre altre stanno richiedendo una verifica puntuale per la presenza di posti auto (è il caso di viale Trento e Trieste, valvola di sfogo per i parcheggi, vista la vicinanza al centro storico) o di particolari esigenze segnalate dai comitati di quartiere. Con quello di S.Ambrogio, ad esempio, è in corso una collaborazione tra progettisti e comitato per cercare di intersecare le esigenze di mobilità dei residenti con la nuova ciclabile, che dovrebbe correre lungo via Bergamo e non via Filzi come alcuni avevano immaginato. Si ipotizza la realizzazione di una “zona 30″ lungo via Filzi, strada contrassegnata da molti punti interesse (scuola, clinica, farmacia, ecc) e molto trafficata. La ciclabile lungo via Bergamo sarà interconnessa sia con questa, sia con via Castelleone e strade limitrofe.

La pista di via Mantova è apparentemente la meno problematica: un lungo rettilineo dal cavalcavia della tangenziale, agganciando anche lo Zaist, fino a piazza Libertà, con l’edicola di via dell’Annona che verrà  spostata (probabilmente davanti alla clinica di S.Camillo).

Interessa da vicino il centro storico invece il ring interno di viale Trento e Trieste, dove il discorso ciclabile è rimasto in sospeso da oltre un quinquennio, da quando cioè sul finire dell’amministrazione Corada vennero istituiti i due sensi unici sui viali. Qui il problema è come non sacrificare posti auto (tema su cui si è già levata qualche preoccupazione), come evitare gli alberi e allo stesso tempo mettere in sicurezza i ciclisti. Un rebus non semplice. Secondo un’ipotesi allo studio, la ciclabile correrà lungo il lato del Parco del Vecchio Passeggio, con la possibilità di uno sdoppiamento dopo l’incrocio con via Antica Porta del Tempio in modo da creare due piste monodirezionali sui marciapiedi, già realizzati sufficientemente ampi tempo fa, al fine di ospitare pedoni e ciclisti. Tutti e quattro i progetti dovrebbero passare in giunta alla fine di aprile – inizi maggio, con l’avvertenza, precisa Manfredini, “di evitare qualsiasi impatto sulle alberature presenti”.

g.biagi

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Commenti
  • Simone

    Ma tanto i soliti ciclisti useranno la carreggiata perché è più comodo! Cominciamo ad educarli (anche a suon di multe!) con le piste che ci sono già e che pochissimi usano e poi creiamone delle altre!

  • Dina

    Mi sembra che tutti questi progetti siano fatti da persone che non escono mai in bicicletta.
    È stato tolto il pezzo ciclabile di via Santa Tecla per mettere 6 parcheggi (sempre vuoti) riservati ai residenti (quelli della Pace???)
    I sensi unici del quartiere Po hanno incrementato 10 posti auto intorno agli esercii pubblici storici (dove gli autisti hanno sempre parcheggiato ed i vigili non hanno mai sanzionato) ma hanno tolto oltre 30 posti per i residenti mettendo in crisi intere strade (e non sono tratti piccoli), e per non parlare dei momenti di pulizia strade dove è impossibile parcheggiare.
    Inoltre in un quartiere dove è sempre stato possibile la circolazione tranquilla con bimbi piccoli in bicicletta, ora le macchine sfrecciamo velocissime per i sensi unici e i parcheggi vietati da una parte della strada, ALTRO CHE 30km/h.
    Chiudendo tutte le scorciatoie per le biciclette in città aiutate l’inosservanza delle regole.
    Se si gira in macchina da un luogo all’altro ci cono pochi chilometri, se andate in bicicletta raddoppiano (provate ad andare dal quartiere Po all’Ipercoop in macchina tangenziale 5 minuti, in bici via Trebbia, Via Massarotti, via Milano, sottopasso, via sesto, quanto tempo???)
    (Provate ad andare da via Brescia Cremona Solidale a Via Bergamo???) fate voi i conti.
    Questo significa prendete la macchina alla faccia del movimento, dell’inquinamento, dell’ecologia…….

    Ed il Sindaco con campagna elettorale aveva detto: tutto per le bici, comprese tutte le strade in senso contrario alla marcia