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Camionista causò incidente:
3 morti, aveva cronotachigrafo
manomesso. Ditta a processo

Guidava da tre giorni ininterrotti, Alfredo Fioravanti, 50enne di Avenza, in provincia di Massa Carrara, il camionista che il 22 luglio del 2015 in A21, a poche centinaia di metri dal casello di Cremona, causò il tamponamento nel quale, oltre a se stesso, rimasero uccise altre due persone: Michela D’Annunzio, 36 anni, maestra di Leno, in provincia di Brescia, e Maria Grazia Tomasini, 42 anni, che viaggiavano come passeggere su una delle auto tamponate.

Il prossimo 27 novembre, davanti al giudice Giulia Masci, si aprirà il processo per concorso in omicidio colposo plurimo nei confronti del titolare dell’azienda di Sarzana per la quale Fioravanti lavorava. La moglie e i figli di Fioravanti si sono già costituiti parte civile, così come l’Inail, che dopo avere risarcito i familiari, nel processo chiederà il risarcimento al titolare della ditta di trasporti.

A causare il tamponamento era stato proprio il camionista, forse tradito da un colpo di sonno dopo che aveva guidato senza riposo per tre giorni consecutivi. Il cronotachigrafo del mezzo, manomesso, aveva distorto i dati sulle ore di guida e di fermo obbligatorio dell’autotrasportatore, che quel giorno era piombato addosso ad altri mezzi fermi per un rallentamento a causa di un cantiere.

Era stata la polizia stradale di Cremona, guidata dal comandante Federica Deledda, a ricostruire per filo e per segno, grazie ai percorsi, alle celle telefoniche, ai transiti autostradali e alle bolle di consegna nelle aziende, i tre giorni non-stop del conducente del mezzo di Sarzana prima dell’incidente. “Speriamo”, si era augurato il comandante quando il pm Francesco Ignazio Abbadessa aveva chiesto il rinvio a giudizio, “che si apra la via per essere ancora più incisivi non soltanto sui singoli, ma anche sulle aziende, perché si comprenda che la gravità del non darsi una organizzazione e un’attività di controllo interna è gravissimo e porta il datore di lavoro a condividere appieno le responsabilità del conducente su strada. Importante, sicuramente è anche tutelare la sicurezza degli stessi autotrasportatori e degli altri conducenti e salvaguardare quelle aziende che al contrario lavorano in maniera onesta e trasparente a fronte di una concorrenza profondamente sleale”.

Sara Pizzorni

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