Cronaca
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Coppetti ricorda i fratelli Rosselli nell'ottantesimo del loro assassinio

Mario Coppetti, l’artista cremonese che compirà 104 anni il prossimo novembre,  è l’unico sopravvissuto di quel gruppo di patrioti fuorusciti dall’Italia fascista che diede vita a Parigi a “Giustizia e Libertà”. Ottant’anni fa, il 9 giugno 1937, furono assassinati in Francia, a Bagnoles de l’Orne, Carlo e Nello Rosselli – intellettuali italiani esuli nella capitale francese, punto di riferimento dell’opposizione alla dittatura.  Con raffiche di Parabellum vennero assassinati da estremisti di destra della “Cagoule” su ordine dei servizi segreti fascisti, forse dello stesso Galeazzo Ciano.

Alla vigilia della morte di Carlo Rosselli, Mario Coppetti era con lui nella capitale francese. “Come tante altre volte vado con Amigoni e Ausenda, entrambi fuorusciti cremonesi, alla sede di Giustizia e Libertà in boulevard Saint Michel e là incontriamo Carlo Rosselli, appena rientrato dal fronte di Huesca in Spagna – ricorda Coppetti – C’era un grande stanzone pieno di giornali e pacchi di stampa antifascista. Usciamo tutti insieme per andare a pranzo vicino al giardino del Luxembourg. Mi disse che l’indomani sarebbe andato a curarsi alle terme. Non l’avrei più rivisto”. Coppetti ricorda ancora gli imponenti funerali in piazza della Bastiglia con oltre 150mila persone presenti.

Mario Coppetti rievocherà le figure dei fratelli Rosselli con la sua testimonianza diretta degli incontri della resistenza a Parigi  in un incontro pubblico in città, venerdì 16 giugno alle 17,45 nella sala convegni del circolo Filo, in piazza Filodrammatici 2.

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