Commenta

Nutrie, l'esercito del milione
Sisti: 'Risorse scarse, non
bastano per eradicazione'

La strada che ha ceduto tra Luignano e Annicco

Il pericolo nutrie corre lungo le strade del territorio cremonese: sono 1.100.000 gli esemplari in circolazione e provocano danni sempre più pesanti sia all’agricoltura che alla viabilità. Emblematico l’episodio di qualche giorno fa, quando sulla strada comunale tra Luignano e Annicco la parte sottostante l’asfalto della strada ha ceduto a causa di un tunnel scavato dalle nutrie e relative infiltrazioni d’acqua.

“Si è reso così necessario un intervento urgente per il ripristino, in modo da garantire la sicurezza della viabilità” sottolinea Carlo Vezzini, assessore di Sesto Cremonese. “Tuttavia gli interventi che facciamo non sono risolutivi perché la popolazione di nutrie è troppo elevata. Bisogna ripensare al Piano ma anche al tema delle risorse economiche. Con 1.100.000 nutrie presenti sul territorio i 40mila euro a disposizione ci consentono di fare poco. Bisogna prendere coscienza del fatto che quello delle nutrie non è solo un problema agricolo, ma anche di sicurezza”.

Insomma, un problema che continua a crescere e che sembra inarrestabile, anche a fronte del fatto che le risorse per intervenire sono carenti. A questo proposito, la Provincia di Cremona è impegnata su più fronti, con un’azione che va dal contenimento a quello della formazione e supporto ai Comuni.

Basti pensare che in un solo anno sono triplicati gli operatori autorizzati dalla Provincia di Cremona: al 31 marzo 2016 erano 309, oggi sono 1420. Anche rispetto alla fornitura di gabbie si sta coprendo sempre più il crescente fabbisogno nelle comunità locali. Proprio sulla questione forniture, è intervenuta anche la Fondazione UNA Onlus (Uomo Natura Ambiente) che ha donato 50 gabbie al territorio.

Ma tutto questo non è sufficiente. “Quanto stiamo facendo consente il contenimento, ma le risorse messe nel Piano non sono sufficienti per l’eradicazione” evidenzia il consigliere provinciale Alberto Sisti. “La nutria è un animale difficile da eradicare, considerando i numeri: c’è una media di 7,11 animali per ogni ettaro di territorio. Far fronte a questo problema con risorse economiche risicate è difficile. Il Piano di eradicazione è basato solo sul volontariato perché senza i volontari non ci sarebbero risorse sufficienti per nessun intervento”.

Insomma, è come un serpente che si morde la coda: senza le risorse il numero delle nutrie non è destinato a calare in modo significativo. “Abbiamo anche scritto alla Regione perché non capiamo neppure con quale funzione la Provincia debba farsi carico di un tema che dovrebbe essere invece in carico a loro, in quanto si tratta di un problema sanitario”.

Con le poche risorse disponibili, 40mila euro, “la provincia ha indetto una gara per una ditta che dovrà provvedere a raccogliere le carcasse e metterle nei freezer” spiega il comandante della polizia provinciale, Mauro Barborini. “Abbiamo inoltre fatto tanti corsi sul territorio e lunedì alle 17 ne faremo un altro a Sospiro cercando di accreditare altri 15 operatori. Ma tutto questo non è sufficiente. Trattandosi di volontari è difficile che lavorino all’eradicazione in maniera sistematica. La Polizia Provinciale riesce a fare solo interventi di emergenza quando la presenza della nutria si manifesta in luoghi frequentati: siamo intervenuti anche in piazza Stradivari sotto i tavolini di un bar ma anche in qualche scuola”.

“Siamo soddisfatti del contributo che la Fondazione Una Onlus sta dando al contrasto dell’emergenza nutrie a Cremona” ha commentato Daniele Bertoni, delegato territoriale Una per la Lombardia Orientale. Il nostro è un approccio laico e pragmatico che supera i pregiudizi ideologici e che mira alla risoluzione dei problemi faunistico-ambientali che affliggono molte realtà locali italiane. Il progetto dedicato alla gestione della nutria è l’esempio di come la proficua collaborazione tra istituzioni e associazionismo, orientata in base al rigore scientifico, possa contribuire efficacemente alla valorizzazione del territorio e alla salvaguardare della biodiversità”.

ALCUNI DATI

In provincia, nel periodo dal 31 marzo 2016 ad oggi, sono cresciuti notevolmente gli operatori autorizzati al contenimento delle nutrie; gli operatori di tipo A (utilizzo fucile) per i Comuni ai 309 autorizzati al 31 marzo 2016 se ne sono aggiunti ad oggi 749, quelli di tipo B (utilizzo gabbie), sempre per i Comuni, oltre ai 46 altri 217, operatori di tipo B Ditte Private, rimasti a 9, le Guardie Volontarie Venatorie Tipo A invariati a 93, per un totale di autorizzati, sino al marzo 2016, pari a 454 a cui se ne sono aggiunti dall’ aprile 2016 altri 966, per un totale di 1.420 operatori.

Per quante attiene poi al materiale consegnato ai Comuni si registrano 288 gabbie, 556 pettorine, oltre a 105 gabbie disponibili alla distribuzione.

La Provincia ha appaltato il servizio per lo smaltimento delle carcasse; sono 31 i Comuni dotati di freezer per la conservazione, 8 Comuni in attesa di acquisto, 40 Comuni con procedura di interramento, mentre dai rimanenti 36 Comuni si è in attesa di comunicazioni.

LaBos

© Riproduzione riservata
Commenti