Politica

Sicurezza e decoro urbano, nuovo regolamento 'stoppato' in extremis

Fa discutere in maggioranza la bozza di delibera di approvazione del nuovo regolamento di polizia locale e convivenza civile, che dovrà essere approvato in consiglio comunale. Il testo recepisce le nuove misure di sicurezza contenute nella legge del 18 aprile 2017, che prevedono la possibilità di inasprire le azioni per garantire il decoro della città, particolarmente in luoghi sensibili come stazioni ferroviarie, autobus e stazioni  bus, ma anche in prossimità dei monumenti storici o nei parchi e giardini pubblici. In particolare, potranno essere allontanati quei soggetti che limitano la libertà altrui o ostruiscono la fruizione degli spazi pubblici (leggi qui: Anche a Cremona Daspo
urbano per soggetti molesti e misure a tutela del decoro).

Il testo doveva essere portato in Giunta martedì scorso ma ha subìto uno stop quando le varie componenti della maggioranza sono venute a conoscenza dei contenuti.”Avrebbe potuto essere scritto dal Questore”, commenta un esponente del Pd, critico su come le indicazioni nazionali sono state recepite nella bozza. “Un confronto politico era necessario – afferma un altro – qui non si tratta di un regolamento tecnico come altri, non è una formalità, ma va adattato alle caratteristiche della città”. Il confronto ci sarà, dunque, in una riunione di maggioranza allargata già in programma la prossima settimana, prima che il testo, di competenza dell’assessore alla Polizia Locale Barbara Manfredini, vada in Giunta. Il Pd sembra compatto nel voler smussare i punti che rischiano di diventare eccessivamente punitivi nei confronti anche di semplici assembramenti di persone in luoghi pubblici.

Il decreto legge, così come illustrato dal ministro degli Interni Minniti a febbraio, si propone di realizzare una maggiore integrazione dei diversi livelli di governo mediante la sottoscrizione di appositi accordi tra Stato e Regioni e l’introduzione di patti con gli enti locali. Minniti aveva parlato di sicurezza urbana intesa come “un grande bene pubblico, la vivibilità, il decoro urbano e il contrasto alle illegalità sono elementi che riguardano il bene pubblico”. E ha spiegato che il decreto prevede il rafforzamento dei poteri di ordinanza dei sindaci: avranno potere autonomi e la possibilità di patti tra territori e ministero degli Interni che prima non avevano una cornice legislativa. Previste nuove modalità di prevenzione e di contrasto all’insorgere di fenomeni di illegalità quali, ad esempio, lo spaccio di stupefacenti, lo sfruttamento della prostituzione, il commercio abusivo e l’illecita occupazione di aree pubbliche.

g.biagi

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