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Camion in manovra tronca
mano alla statua di Stradivari
e manico del violino

Nuovamente danneggiata la statua di Stradivari in Corso Garibaldi: il manico del violino e la mano dell’illustre cremonese sono stati troncati. La telecamera di sorveglianza a protezione della statua ha consentito di individuare subito il responsabile: un camion di grosse dimensioni che stava facendo manovra, attorno alle 8,30 di questa mattina.

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Commenti
  • paolo

    Chissà se pagherà le spese di riparazione…

  • Gino Testi

    E’ un segno del destino: toglietela definitivamente…. è brutta!

    • Maurizio Catalano

      Hai ragione é orrenda

  • Sorcio Verde

    La posizione in cui è stata messa non è il massimo, perché davanti c’è ancora la altrettanto brutta istallazione estiva, si fa fatica a passare, e questo è il risultato.

  • Maurizio Catalano

    Posizionatela nella piazza piú avanti e su di un piedistallo di marmo.

    • Gino Testi

      Il punto è che la città è sommersa di statue e installazioni con soggetto il violino, per altro esteticamente discutibili: ma siamo sicuri che il violino rappresenti Cremona più di quanto non la rappresenti il salame, la mostarda o il torrone?
      Quanto ‘significa’ realmente il violino per i cremonesi? Quanto incide l’economia del violino (bottega, liuteria, scuole, indotto…) sul benessere della città?
      Bisognerebbe dar meno le cose per scontate, avere dei dati, capire cosa veramente è importante prima di rimanere vittima delle perverse logiche del ‘brand’…

      • pisto

        Da liutaio condivido il pensiero, l’indotto che crea la liuteria e’ prevalentemente “turistico” comprensivo di quelli che si fermano in città qualche giorno per affari e dei turisti veri e propri.
        Vorrei però fare dei distinguo tra mostarda, torrone, salame …e liuteria.
        Più o meno tutti mangiamo o abbiamo assaggiato le prime tre “specialità” ma non tutti suonano violini viole violoncelli etc…averli uniti tutti come “brand” cremonesi
        sono scelte che trascendono le volontà di tanti, anche tra gli addetti ai lavori.

        • Gino Testi

          Credo che un ‘brand’, in quanto ‘marchio’, debba rappresentare un territorio nel suo insieme, essere rappresentativo al punto di indurre un processo di identificazione nelle persone che lo abitano.
          Non sono convinto che la liuteria nel suo insieme e il violino in particolare abbiano un ‘significato’ tanto radicato nei cremonesi; come scrivevo, non credo che ne abbiano più del salame, del torrone o della mostarda. Altra cosa è promuovere la musica, l’apprendimento di uno strumento, fare cultura intorno al violino (assolutamente legittimo e per me auspicabile).
          Ma se da cittadino cremonese mi devo identificare (quindi distinguere rispetto al mondo) in qualcosa, preferisco scegliere il salame con l’aglio o il provolone, peculiarità gastronomiche del cremonese, vive e diffuse tra la gente, espressione di una cultura dal basso, quotidiana.
          Per questo, in risposta al proliferare incontrollato di statue e installazioni di dubbio gusto dedicate a Stradivari e al violino, mi piacerebbe vedere una bella statua dedicata al salame con l’aglio o al provolone (a Taggia, ad esempio, in una delle piazze hanno un’installazione postmoderna con tre grandi olive…).