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Addio vecchi filobus,
l'ultimo a circolare
fu nel 2002

Filobus modello Breda 4001.12 (Da WikiCommons, CC Arbalete)

Addio definitivo alla linea elettrica che alimentava i filobus: il Comune prosegue lo smantellamento iniziato in centro storico qualche anno fa, dando il via, insieme al nuovo gestore del servizio, Citelum, all’eliminazione dei 5,5 km di cavi aerei di viale Po. Motivi di sicurezza, spiega l’assessore alla Mobilità Alessia Manfredini, visto che i cavi si sono abbondantemente abbassati in tutti questi anni di disuso: è dal 2002 che è stato dismesso l’ultimo filobus e la manutenzione della rete è andata progressivamente scemando. In particolare, restando nel quartiere Po, delle vere e proprie criticità si sono manifestate all’incrocio con via Lugo e con via Arenili. Così abbassati, i cavi rappresentano un pericolo nel caso di passaggio di mezzi pesanti come pure all’intersezione corso Vittorio Emanuele – via Verdi. Lo smantellamento viene avviato in questa fase in viale Po, sia per l’importanza della strada, sia perchè è qui che Citelum sta sostituendo le vecchie lampade  con i led. Le operazioni, che si preannunciano impattanti per la viabilità, inizieranno lunedì 4 dicembre, di notte per non intralciare il traffico e si protrarranno probabilmente nei giorni successivi.

Più volte in passato si è criticata la scelta di Aem (ora Km) di abbandonare la trazione elettrica, ma ormai il destino dei filobus era segnato da tempo e nelle ultime due gare per l’assegnazione del servizio (amministrazioni Corada e Perri) non figurò mai il ripristino dei filobus.  Problemi di manutenzione e di mancanza di pezzi di ricambio per i bus sono sempre stati la motivazione ufficiale dell’azienda dei trasporti, per abbandonare questa strada. A favore, purtroppo, del gasolio, che solo da pochi anni viene via via sostituito da mezzi a metano. Il traguardo finale, tuttavia, per una questione di sostenibilità ambientale, è costituito da vetture elettriche, su cui però c’è ancora molto da fare (e non solo nel campo del trasporto pubblico).

“Io sono assolutamente a favore dell’elettrico per la mobilità urbana – spiega l’assessore alla Mobilità e Ambiente Alessia Manfredini – e abbiamo spinto l’idea di un autobus ad alimentazione elettrica nel collegato ambientale. Ma non si poteva pensare di ripristinare una rete fissa che non può garantire di per sé quelle condizioni di flessibilità che richiede oggi il trasporto pubblico, una rete oltretutto che sta mostrando in tanti punti troppe carenze sul fronte della sicurezza”.

LA STORIA – Secondo Wikipedia,  la rete filoviaria di Cremona iniziò il servizio regolare domenica 1º dicembre 1940 sostituendo la rete tranviaria urbana considerata ormai obsoleta. Consisteva di 2 linee con capolinea alla stazione ferroviaria: 1 stazione ferroviaria – piazza Roma – porta Venezia – San Sigismondo (ospedale); 2 stazione ferroviaria – piazza Roma – barriera Po.
Il servizio fu gestito dalla Società Elettrica Bresciana (SEB) fino al 1959, quando la municipalizzata AEM acquisì la gestione dei servizi di trasporto cittadini.

Nel 1983 furono attivati alcune importanti estensioni, e il servizio fu riorganizzato, includendo anche via Dante, porta Venezia, corso Mazzini, San Sigismondo.
Il servizio fu poi sospeso nel 2002, in contemporanea con l’istituzione di una zona pedonale sul corso Campi e nel 2015 è stata smantellata in parte  la linea aerea.

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Commenti
  • giorgino carnevali

    IL FILOBUS DEI “DESIDERI”.

    “Chiuso per smog”,
    ecco fatto. Macche mache, ci pensa il tavolo di regia convocato a Roma.
    Presenti: il ministro per l’ambiente, presidenti di regione e sindaci delle
    metropoli nazional-popolari. Deciso…avrebbero deciso: riscaldamento giù di due
    gradi, sconti sui mezzi pubblici e limiti di velocità ridotti fino a 30
    chilometri orari nelle città. E così sia! Provvedimenti che scattano in caso di
    sforamento per più di 7 giorni consecutivi dei limiti di polveri sottili ma su
    cui l’ultima parola spetterà comunque ai sindaci. I Comuni possono decidere o
    meno di adottare queste misure. «Per me devono farlo, ma devono essere i
    sindaci a decidere», dice il ministro Galletti che ha anche annunciato un fondo
    da dodici milioni di euro da subito disponibile per le iniziative dei Comuni
    sul trasporto pubblico locale e la mobilità condivisa sottolineando la
    necessità che le città sostituiscano eventuali parchi autobus vetusti. Toh, oh
    bella, e pensare che a Cremona c’era già tutto codesto “ben di Dio”. No, a
    Cremona s’è fatta retromarcia. Come i gamberi, peggio dei gamberi. Almeno loro
    rimangono “rossi”, qua invece si diventa “verdi” di rabbia. A Cremona si sono
    alienati i vecchi cari FILOBUS per sostituirli con i nuovi inquinanti AUTOBUS a
    gasolio. Già, appunto, i FILOBUS DEI DESIDERI! Una decisione assunta,
    quella di allora d Aem e Comune, da fa tremar le vene e i polsi. Dice quel saccente tizio: “Ma per far funzionare il trasporto elettrico bisogna produrre energia, magari con centrali a carbone”. Bravo, ottima considerazione. Perseveriamo pure nell’innalzare il livello di inquinanti con bus fatiscenti e poco manutentati a gasolio. Ma li vedete gli scarichi dei nostri bus in circolazione? Ci sta ancora un saluto ed una “buona giornata”?

    • Mirko

      Grande Manfredini….lei si che è una donna da mettere in comune….perche tenere filobus che vanno a corrente comunale? Mettiamolo a gasolio così li paga la ditta di trasporti, e nel frattempo mi mettono i blocchi al traffico.
      Una giunta in perenne contraddizione…. Ripiantumazione ma prima bisogna tagliare,blocco del traffico per smog, ma non incentivano l’elettrico aumento piste ciclabili e nessun incentivo al verde…ma tirarli fuori dal comune e mandarli a casa no è?