Cronaca
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'Dibrani inneggiava allo Stato islamico': la Cassazione ribalta la decisione del Riesame

Dopo che il tribunale del Riesame gli aveva ragione, la Cassazione è di tutt'altro parere nei confronti di Gaffur Dibrani, il kosovaro 25enne di Fiesse che aveva contatti con il territorio cremonese in quanto era in collegamento con il connazionale Resim Kastrati di Pozzaglio.

Dopo che il tribunale del Riesame gli aveva ragione, la Cassazione è di tutt’altro parere nei confronti di Gaffur Dibrani, il kosovaro 25enne di Fiesse che aveva contatti con il territorio cremonese in quanto era in collegamento con il connazionale Resim Kastrati di Pozzaglio, espulso nel 2015 prima dall’Italia e poi dalla Germania perché accusato di aver abbracciato l’ideologia jihadista.

La Cassazione ha infatti accolto il ricorso della Procura di Brescia dopo la sentenza del Riesame, secondo cui è necessario bloccare chi fa proselitismo in rete (questa l’accusa nei confronti di Dibrani). Insomma, è sufficiente un like a chi inneggia il terrorismo per riscontrare gravi indizi di colpevolezza, tali da giustificare la misura di custodia cautelare in carcere.

L’uomo, che era stato scarcerato due settimane dopo l’arresto, era stato espulso immediatamente dall’Italia. E se per il Riesame di Brescia il reato di apologia dello stato islamico veniva ridimensionato dalla brev durata dei video condivisi sui social, per la Cassazione questi non sono “elementi idonei a ridurre la portata offensiva della sua condotta”, in quanto non viene meno l’azione di propaganda.

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