Cronaca
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Presentata alle parti sociali la Variante parziale al Piano di Governo del territorio

Le risultanze del lavoro svolto e le strategie inserite nella Variante parziale al Piano di Governo del Territorio (PGT) presentate oggi in Comune alle parti sociali ed economiche dall’Assessore al Territorio Andrea Virgilio. La Variante parziale al Piano di Governo del Territorio parte dall’analisi delle Linee programmatiche di mandato, evidenziando le ricadute a livello di obiettivi e indicazioni d’azione, atte a popolare di contenuti la variante stessa. Tali linee di indirizzo riguardano il contenimento del consumo di suolo, il riuso dei grandi contenitori, un progetto per la casa, il rilancio del sistema produttivo e commerciale, le aree verdi e la rete ecologica, la mobilità sostenibile, i servizi in ottica di area vasta, infine gli strumenti di incentivazione/disincentivazione.

La procedura di variante parziale al PGT ha preso avvio nel 2015 con scadenza il 30 settembre 2015 per la presentazione delle istanze. Entro il termine fissato sono state depositate 31 note. Oltre il termine ne sono giunte altre 39. Le 70 note depositate contengono 121 richieste, classificate secondo i contenuti espressi ed utilizzando la griglia predisposta dagli uffici: dalla verifica fatta emerge che le istanze con carattere specifico sono 73, mentre quelle a carattere generale sono 48.

Per quanto riguarda la riduzione del consumo del suolo, in linea con gli indirizzi d’azione ed anticipando la concreta e definitiva applicazione della legge regionale 31/2014, sono stati ridotti in maniera significativa gli Ambiti di Trasformazione per edilizia residenziale che interessano superfici attualmente agricole (6 ambiti, 103.983 mq di suolo ora utilizzato per scopi agricoli che vengono restituiti alla loro funzione). Sono stati pertanto revocati quelli prima previsti non ancora oggetto di una formale presentazione della documentazione necessaria per giungere alla loro approvazione (CR.12 –Maristella, CR.17 – Cavatigozzi nord-ovest, CR.18 – Cavatigozzi nord-est, CR.19 – Cavatigozzi est, CR.22 – via Bergamo e CR.26 – Bagnara/Cà dell’Organo). La superficie territoriale complessiva di questi sei ambiti è pari a 103.983 mq.

Per quanto riguarda le aree produttive le scelte dell’Amministrazione Comunale, come ha spiegato l’Assessore Virgilio, affiancato dai tecnici dell’Unità di staff Urbanistica e Area Omogenea, sono indirizzate da un lato alla conferma degli ambiti di trasformazione contenuti nel Documento di Piano, dall’altro all’accoglimento delle istanze di espansione di aziende produttive o società già presenti e che operano sul territorio. Il dato finale del bilancio ecologico del consumo di suolo porta ad un saldo in positivo di 83.093 mq ricondotti alla funzione agricola.

Come evidenziato durante l’incontro, contrariamente alle varianti più recenti le istanze volte a proporre nuovi interventi residenziali non sono la componente predominante: in tutto 12 istanze su 108 (pari all’11%, mentre in occasione della Variante generale superavano il 40%). Il resto delle istanze riguardano immobili esistenti per i quali vengono chieste modalità di intervento più favorevoli rispetto alle attuali condizioni dettate dalle Disposizioni attuative del Piano delle Regole: i proponenti, ad esempio, con l’inserimento nelle aree di trasformazione mirano a poter concertare con l’Amministrazione comunale, attraverso lo strumento del Permesso di Costruire (PdC) convenzionato, alcuni parametri quali l’altezza, il rapporto di copertura, l’indice di utilizzazione fondiaria.

Un altro aspetto della Variante riguarda il livello di intervenibilità nel tessuto consolidato: la scelta è infatti quella di consentire una maggiore flessibilità degli interventi edilizi per attrarre investitori e vincolando tuttavia la proposta architettonica alla qualità progettuale, dando maggiore autorevolezza agli elementi paesaggistici, fondamentali per la bellezza del nostro centro storico.

In relazione al commercio, è stata fatta la scelta di razionalizzare le medie strutture, riducendo la superficie di vendita massima da 2500 a 1500 mq nel tessuto consolidato, evitando quindi proposte sovradimensionate rispetto ai contesti periferici a favore di progetti più compatibili con l’ambiente. Ridotti inoltre alcuni standard per facilitare gli investimenti nei grandi contenitori vuoti del centro.

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