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Saldi al via il 5 gennaio: tra
ottimisti e pessimisti c'è chi
ha già cominciato gli sconti

Ufficialmente inizieranno sabato prossimo 5 gennaio, ma di fatto i saldi post natalizi sono già cominciati in quasi tutti i negozi di abbigliamento e Cremona non fa eccezione. E così, tra le vetrine in corso di allestimento nelle vie dello shopping, cominciano a comparire in modo non troppo appariscente cartelli che senza mai nominare la parola saldi, reclamizzano ‘ultimi pezzi’  a prezzi scontati. E’ una prassi consolidata, soprattutto per i clienti di vecchia data e che torna anche quest’anno. Il Natale è andato sicuramente bene per qualche categoria, ad esempio i ristoratori, che hanno registrato il tutto esaurito per le feste, mentre per l’abbigliamento ed accessori un bilancio oggettivo è quasi impossibile da fare, con Confcommercio Cremona leggermente ottimista sulle vendite e sui passaggi in centro e Confesercenti che invece evidenzia come gli incrementi di vendite nei giorni a ridosso del 25 dicembre non compensino le perdite di un autunno disastroso.

Ora dunque i negozianti guardano ai saldi e cominciano a fioccare le previsioni. Secondo il Codacons si va verso un flop, con il 40% degli italiani che conta di approfittare delle vendite di fine stagione. L’associazione prevede un budget medio di 168 euro a famiglia con un calo del 4% rispetto alle svendite di inizio 2017. Il Codacons lamenta il timing sbagliato per queste offerte: il presidente Carlo Rienzi punta il dito in particolare contro la partenza a ridosso delle festività natalizie, “un suicidio”.

IL QUADRO LOCALE – Secondo le stime dell’Osservatorio Confesercenti, le imprese del settore tessile, abbigliamento, pelli, cuoio e calzature nel 2017 sono diminuite rispetto al 2016 dell’1,9%, pari appunto a 2.406 imprese.“La speranza è che i saldi invernali possano fungere come sempre da volano per il settore – afferma Agostino Boschiroli, presidente di Confesercenti della Lombardia Orientale sede di Cremona – Il 2017 non è stato eclatante, quanto meno sul territorio non si sono visti i segni di quella ripresa raccontata dal Governo centrale. Perché la risalita riguarda soprattutto l’export, non il commercio al dettaglio: l’inversione di rotta per i piccoli negozianti è ben lontana dall’essere iniziata. I saldi per alcuni sono già partiti e si assiste ad un abbattimento dei prezzi piuttosto cospicuo, e questo ci fa porre delle domande: fino a quando questo escamotage durerà? Fino a quando un commerciante potrà contare sui saldi come salvagente per fare tornare i conti di un anno nel quale gli affari non sono andati come preventivato?” . “La speranza – aggiunge Boschiroli – resta; una boccata d’ossigeno è più che auspicabile sebbene si debba essere consapevoli che la concorrenza è spietata: centri commerciali, outlet e soprattutto e-commerce, metodo di acquisto scelto l’anno scorso dal 43% degli italiani, hanno cambiato enormemente il panorama e le abitudini di tutti”. “La situazione purtroppo è ancora di sofferenza – conferma Giorgio Bonoli, direttore di Confesercenti della Lombardia Orientale sede di Cremona -. I saldi e momenti come il “Black Friday”, che da quest’anno è stato regolarizzato, sono palliativi che prima o poi sono destinati ad esaurirsi: l’obiettivo deve essere quello di aumentare le vendite su tutto l’arco dell’anno. Altro nodo cruciale è quello di fare riscoprire il valore dell’acquisto tradizionale. Certo i commercianti devono essere al passo con i tempi, ma i clienti devono tornare di più nei negozi confidando nell’esperienza di chi vende, avendo la possibilità di provare e toccare con mano gli articoli da acquistare, puntando di più su rapporti umani e di fiducia”.

“Guardiamo ai ‘saldi invernali’ con fiducia – dichiara Marco Stanga, presidente di Federmoda Confcommercio Cremona – Le stime vorrebbero confermati i risultati dello scorso anno, con un budget per persona di circa centocinquanta euro. Ogni famiglia, invece, (almeno per l’analisi di Confcommercio) dovrebbe investire circa trecentocinquanta euro. Ma soprattutto guardiamo con interesse al trend del Natale, comunque positivo e capace di segnare una inversione di tendenza rispetto al calo degli anni precedenti. Abbiamo fiducia che il finale in crescendo del 2017 trovi conferma in questo inizio del nuovo anno. La ripresa non è ancora consolidata ma gli analisti confermano l’incremento di due punti della fiducia dei consumatori, tornata ai livelli del gennaio 2016. Un ingrediente, questo, imprescindibile, oltre al potere di acquisto degli Italiani, per sostenere le vendite in questo periodo dei saldi di fine stagione, che per meteo e calendario è appena iniziata. Nei nostri negozi c’è ampia scelta dei capi, anche a causa di un autunno e un inverno arrivati in ritardo che hanno rallentato le vendite nei mesi di ottobre e novembre. Anche per questo pensiamo che i saldi possano essere particolarmente vantaggiosi e attrattivi per i nostri clienti”. La maggior parte dei negozi sarà aperto anche domenica. Un commento arriva anche dal presidente nazionale di Federmoda Renato Borghi, “il vero vantaggio – dichiara in una nota ufficiale – sarà per i consumatori non vedere i prezzi dei negozi, dal primo gennaio, con l’Iva al 25%. Il Governo ha fatto bene ad ascoltarci, sterilizzando le clausole di salvaguardia, ma se vogliamo veramente uscire dal tunnel, occorre un maggior sforzo, coraggio e determinazione per ridurre la pressione fiscale, ancora troppo elevata per imprese e famiglie”.

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