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Pendolaria 2018: linee
cremonesi tra le peggiori
della Lombardia

Le linee ferroviarie che transitano dal territorio cremonese continuano a essere tra le peggiori della lombardia. A dirlo il rapporto Pendolaria 2018, stilato da Legambiente. Brescia ad esempio risulta la provincia soggetta a maggiori disservizi. Secondo i dati pubblicati da Trenord a gennaio, le linee con il minor indice di affidabilità (e pertanto con diritto a rimborsi per gli abbonati) sono appunto la la Brescia-Cremona, la Lecco-Bergamo-Brescia, la Brescia-Piadena-Parma. Due quindi legate al territorio cremonese.

Del resto la linea Brescia-Casalmaggiore-Parma nel 2017 si aggiudica la maglia nera tra le tratte italiane per i disagi a cui sono sottoposti i pendolari ogni giorno. “Sulla tratta viaggiano meno di 30 treni giornalieri, versa  da diversi anni  in una condizione di abbandono e tra le 25 linee lombarde, è quella che ha avuto gli indici di affidabilità più bassi e il materiale rotabile ha un’età media superiore ai 30 anni” si leggenel rapporto. “Rispetto al 2009 il treno più veloce impiega 20 minuti in più.  La proposta avanzata da Legambiente di inserimento di una navetta ferroviaria è volta a potenziare l’offerta dei treni in alcune fasce orarie di maggior traffico e assicurare almeno un treno l’ora per tutta la giornata, vista una domanda potenziale di oltre un migliaio di utenti al giorno, calcolata sul numero di auto che transitano quotidianamente sul ponte di Casalmaggiore di 12 mila veicoli con 1,1 passeggero di media”.

Ma non è tutto: sempre secondo il rapporto, la linea Milano-Codogno-Cremona-Mantova è un’altra tra le peggiori della Lombardia. “Il problema principale è che si tratta di 151 km, di cui 60 a doppio binario e  91 a semplice binario” sottolinea Legambiente. “Questa tratta che conta oltre 10 mila pendolari giornalieri collega le due città a Milano con pochissimi treni diretti giornalieri, quasi sempre in ritardo. I treni sono solitamente sovraffollati. Da Mantova per Milano i tempi di percorrenza sono di 2 ore e 10 minuti, con alcune corse più veloci che impiegano 1 ora e 50 minuti, mentre da Cremona i tempi sono di un’ora e 10 minuti, come 40 anni fa”.

Del resto Mantova e Cremona, evidenzia ancora l’associazione non sono collegate bene neppure su altri fronti: “la prima con Verona e la seconda con Brescia e Piacenza, altre città di riferimento per i pendolari. Le linee della bassa sono una potenzialità trascurata e mal gestita e offrono l’alibi per costruire nuove inutili lingue d’asfalto, come l’autostrada Cremona-Mantova e la Tirreno-Brennero, mettendo a rischio migliaia di ettari di suolo agricolo. Inoltre per quanto riguarda il trasporto su ruota, sussistono grandi  difficoltà di collegamento nella zona collinare dell’Alto mantovano, soprattutto per gli studenti che devono raggiungere Castiglione e Desenzano, sedi delle più frequentate scuole della zona”.

In altri casi si è di fronte ad un  problema infrastrutturale, “come per i pendolari di Cremona, dove i collegamenti con Milano vedono la presenza del  binario unico  fino alla stazione di Treviglio Ovest e quindi una frequenza limitata dei treni e un rallentamento nel passaggio dei convogli” conclude il rapporto.

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