Un commento

Lega, presentati i candidati:
Comaroli, Bossi, Cappellini,
Bongiovanni e Lena

I cinque candidati del Carroccio

Sabato 10 febbraio, presso la sede provinciale, la Lega ha presentato i candidati alle prossime elezioni politiche e regionali.

“Continuerò nell’attuazione del programma della Lega per la gente comune, che ha bisogno di lavoro, di sicurezza, di salute”, ha detto Silvana Comaroli, senatrice uscente e ora candidata nel collegio uninominale di Cremona per la Camera dei Deputati. “E’ inutile che la sinistra continui a dire di aver fatto tanto: i sondaggi dicono che i cittadini bocciano sonoramente la loro politica degli ultimi anni. L’Italia sta registrando una ripresa inferiore a tutto il resto dell’Unione Europea, i nostri giovani hanno bisogno di lavoro: uno dei punti principali nel nostro programma, la flat tax, sarà una scossa per l’economia del paese e porterà meno tasse e più occupazione”.

Simone Bossi, segretario provinciale in carica e candidato nel collegio plurinominale per il Senato, ha parlato di immigrazione e sicurezza: “Partiamo dal controllo dell’immigrazione ad oggi incontrastata, dalla pena certa per chi commette reati, e dal fatto che è intollerabile che la gente non si senta sicura in casa propria. Questi sono i problemi reali della nostra gente e per il nuovo governo targato Lega saranno di nuovo una priorità, come lo sarà la cancellazione dell’assurda riforma Fornero, ingiusta e penalizzante per ogni lavoratore”.

Sul fronte regionale, Cristina Cappellini, assessore alle Culture, Identità e Autonomie nella giunta Maroni e oggi candidata al Consiglio Regionale, punta alla continuità: “Intendo lavorare sfruttando l’esperienza maturata in cinque anni di buon governo di Regione Lombardia, per valorizzare sempre di più le eccellenze, culturali e non, del nostro territorio come già fatto in questi anni. Con il percorso verso l’autonomia, che il futuro presidente Fontana dovrà proseguire, la nostra regione migliorerà ancora di più in tutti gli ambiti in cui oggi è apprezzata e riconosciuta a livello internazionale.”

Federico Lena, consigliere regionale uscente, con una lunga esperienza di amministratore provinciale alle spalle, punta alla riconferma a Palazzo Lombardia. In commissione agricoltura è stato firmatario di due leggi regionali, promozione mercati rurali e prodotti a chilometro zero e banca della terra lombarda, mentre in commissione sanità è stato promotore della legge sulla lingua italiana dei segni, anticipando il governo italiano. “L’agricoltura è vitale per il nostro territorio, e la salute essenziale per ogni cittadino lombardo” ha dichiarato Lena, “e lavorerò in continuità con quanto fatto in passato con lo scopo di salvaguardare entrambi”.

E’ toccato infine a Filippo Bongiovanni, Sindaco di Casalmaggiore e terzo candidato al Consiglio regionale, di illustrare il programma della Lega sul fronte infrastrutture. “Grazie all’autonomia che la nostra regione otterrà, sarà possibile rispondere alle esigenze degli enti locali. L’obiettivo è accompagnare il percorso per la sistemazione dei ponti, delle strade e delle ferrovie sul territorio, anche con la costituzione della nuova società Lombardia Mobilità”.

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Commenti
  • Gino Testi

    “Controllo dell’immigrazione”, uno slogan ridicolo, inattuato e inattuabile a partire dalla contraddizione di fondo della Lega: da una parte continuo encomio e sostegno per le Forze dell’Ordine, “al servizio del cittadino”, dall’altra demonizzazione dell’immigrato, confondendo volutamente migranti regolari con ‘clandestini’… come se il problema fosse la presenza di immigrati sul territorio e non la mancata applicazione delle leggi esistenti.
    La mancanza di controllo del fenomeno, che discende dall’illuminata Legge Bossi-Fini, vede responsabili proprio quelle Forze dell’Ordine tanto sostenute come ‘patrimonio’ del Paese… perché le leggi, sempre perfettibili (ci mancherebbe) ci sono già e basterebbe applicarle…
    A meno di non voler promuovere una riforma radicale delle Forze dell’Ordine (riducendole, accorpandole, attribuendo nuove funzioni…) e affrontare l’annosa questione delle lobby di potere tipicamente italiana… ma non credo sia nel programma della Lega che getta solo fumo negli occhi e raccoglierà un sacco di consensi con questo populismo da quattro soldi…