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Ore 19: affluenza 66%, code
e il rispetto (a volte mancato)
per gli elettori disabili

Affluenza al 66% (voto per la Camera) nelle sezioni cremonesi di città e provincia, alle 19, ora della seconda rilevazione prima di quella definitiva delle 23. Anche a Cremona si sono verificate lunghe attese ai seggi per il meccanismo, introdotto solo quest’anno della ‘bollinatura’ delle schede elettorali. I bollini adesivi antifrode, apposti alle schede rosa e gialle di Camera e Senato erano stati incollati nella giornata di ieri da scrutatori e presidenti di seggio: al momento del voto però scrutatori e presidente erano tenuti a verificare che la scheda consegnata dall’elettore dopo il voto fosse effettivamente quella che aveva ricevuto. Un meccanismo che in alcuni casi ha rallentato le operazioni. All’ufficio elettorale del Comune, aperto per tutta la giornata (e lo sarà anche tutta notte, fino al termine degli scrutini) è arrivata segnalazione di alcuni episodi di nervosismo da parte di presidenti , ma niente di particolarmente rilevante.

Code comunque ci sono state non solo ai seggi ma anche a palazzo Ala Ponzone, sede dell’ufficio elettorale, dove in molti si sono recati per avere il duplicato della tessera elettorale. Come spiega il funzionario responsabile dell’ufficio Fabio Guerrini, sono stati circa 900 i duplicati emessi in queste ultime settimane, o per tessera smarrita o perchè esauriti gli spazi per la timbratura.

Un episodio particolare ci viene segnalato da un lettore e riguarda un seggio della Realdo Colombo. “Ore 11, circa 20 persone davanti a me. Pazientemente mi metto in coda fuori dall’aula. Dopo circa 15 minuti entro nella stanza, ho circa 10 persone prima di me. Ad un certo punto entra un signore con l’ossigeno e in carrozzina accompagnato da una signora. Io me ne accorgo subito e mi aspetto che anche il presidente del seggio con i suoi collaboratori facciano la stessa cosa e gli diano la dovuta precedenza facendogli saltare la lunga coda. Tutto ciò non avviene, nel frattempo arriva il mio turno, ma prima di consegnare i miei documenti chiedo ai due scrutatori davanti a me:” Non è il caso di far passare il signore disabile che è in difficoltà?” Risposta del mio diretto interlocutore: “Guardi … bisogna vedere se i signori prima sono d’accordo …”. Lascio a voi ogni commento a questa risposta … A questo punto, per evitare discussioni su chi gestisce il seggio prendo l’iniziativa, mi giro verso il signore disabile, non considerando ovviamente le persone che lo precedono nella lunga coda, e lo invito ad accomodarsi per il ritiro delle schede elettorali, cosa che ha fatto la sua accompagnatrice per lui. Non saprei come concludere questo mio racconto … mi viene solo da pensare che gli scrutatori non sono stati sufficientemente istruiti sulla precedenza delle persone disabili”.

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