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Danza, il Messia di Haendel
al Ponchielli con Eko
Dance International Projet

La personale interpretazione del coreografo Paolo Mohovich del capolavoro di Haendel, il Messia andrà in scena al Teatro Ponchielli giovedì 8 marzo (20.30), interpretato dalla Eko Dance International Projet. L’Oratorio di Haendel sui versetti biblici selezionati da Charles Jennens e incentrati sulla figura di Gesù Cristo è un esempio chiaro di come la ricerca della perfezione e del divino abbia influenzato lo spirito di molti artisti. La creazione artistica non era solo la commissione di un mecenate, ma la risposta a un assillo conoscitivo, a un’urgenza spirituale.

Nell’approccio alla creazione di questa coreografia Paolo Mohovich ha pensato questo elemento di spiritualità come presenza imponente nella partitura barocca di Haendel. Non ci sono narrazioni, né tantomeno la descrizione di versetti biblici, ma solo continue allusioni simboliche, in un’atmosfera sospesa tra cielo e terra, tra sogno e realtà.

Affascinato dal potente oratorio barocco Messiah di Georg Friedrich Haendel, il coreografo Paolo Mohovich crea uno spettacolo che trae ispirazione dalla ricerca fatta su quest’opera che si è sviluppata su più fronti: da quello musicale, legato essenzialmente alla partitura e alle sue atmosfere cangianti, a quello architettonico scultoreo e pittorico legati all’arte rinascimentale e barocca con i suoi volumi, il vigore plastico, il gusto dominante per gli effetti prospettici e i chiaro scuri fortemente accentuati e quello spirituale presente nei versetti biblici selezionati da Charles Jennes.  Il gesto e la forma, in un eccezionale ambiente sonoro, sono il mezzo espressivo attraverso il quale i 18 danzatori di Eko Dance International Project descrivono, in una scena scarna, le dinamiche prodotte da queste fonti di ispirazione.

L’oratorio Messiah è incentrato sulla figura di Gesù Cristo, trait d’union tra l’umano e il divino, simbolo della ricerca della spiritualità e della necessità per l’uomo di raggiungere la perfezione dell’armonia, ricerca che nel tempo ha influenzato lo spirito di molti artisti.  La creazione artistica nasceva infatti in risposta a un’urgenza spirituale e all’assillo conoscitivo alimentato dalle nuove scoperte scientifiche dell’epoca, che fornivano una nuova visione del cosmo: dilatazione e deformazione dello spazio e nuova iconografia dell’universo. Paolo Mohovich ha fatto riferimento all’esigenza spirituale come elemento imponente caratterizzante tutta la partitura di quest’opera di Haendel. La coreografia, utilizza dell’Oratorio alcuni brani che danno allo spettacolo atmosfere dinamiche date dal continuo evolversi dei vari quadri, che evocano senza raccontare e dove il linguaggio del corpo e l’ispirazione musicale si fondono per coinvolgere ed avvolgere lo spettatore nei variegati stati
d’animo profondamente contrastanti che caratterizzano l’oratorio.

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