Un commento

Giornate di primavera
del Fai, la prima volta
dei quattro ex monasteri

Il chiostro del Corpus Domini recentemente ripulito (foto Angelo Garioni)

Per la prima volta l’intero complesso degli ex monasteri – ex caserme austroungariche sarà aperto al pubblico per la 26esima giornata Fai di primavera che si svolgerà sabato 24 e domenica 25 marzo, tra le 10 e le 18. Si parte dal monastero di S.Chiara, attualmente sede di alcuni uffici pubblici, in via Giovanni Carnevali Piccio, l’unico del complesso delle ex caserme restaurato e riutilizzato; per proseguire nei chiostri del Corpus Domini di via Chiara Novella, recentemente ripuliti da erbacce e piante infestanti  dai volontari coordinati dall’associazione Cremona Rinascimento di Angelo Garioni con cui il Fai collabora; passando attraverso la chiesa di San Benedetto (il cui complesso divenne dopo l’unità d’Italia caserma Pagliari) di via dei Mille, riaperta dal Fai nelle scorse Giornate d’autunno con grandissima affluenza di visitatori; ed infine visita nel complesso dell’ex Santa Monica di via Bissolati, dove dopo anni di stallo sono da poco iniziati i lavori per realizzarvi la nuova sede dell’università Cattolica. In questo stesso comparto, staccato dai precedenti, le visite guidate comprenderanno oltre all’ex monastero, anche il più recente Magazzino Carri costruito in muratura alla fine dell’Ottocento, su due piani, adibito a ricovero dei mezzi militari (qui si era insediata la caserma Goito) e a dormitorio.

Le visite saranno condotte dai volontari del Fai coadiuvati dagli apprendisti ciceroni dei licei Manin, Aselli e Munari.

A CREMA – Saranno aperte la chiesa di santa Chiara e l’antico complesso conventuale; e la chiesa di san Michele di Ripalta cremasca con il Museo Bonzi.

LE PRIME IMMAGINI DEI CHIOSTRI DEL CORPUS DOMINI RIPULITI (le foto sono di Angelo Garioni, presidente ass. Cremona Rinascimento che ha effettuato la rimozione dalle piante infestanti)

© Riproduzione riservata
Commenti
  • Mirko

    Bella iniziativa,si potrebbe anche accelerare con l’aiuto di 1500 risorse ferme