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Open day alla Barilla: viaggio
alla scoperta della produzione
dello stabilimento cremonese

Foto Sessa

Open day presso lo stabilimento Barilla di Cremona. Un’occasione per illustrare la produzione dello stabilimento cremonese acquisito dal Gruppo di Parma nel 1993 ed ampliato, con una seconda unità produttiva nel 2003: oggi si estende su una superficie di circa 255.000 mq e offre lavoro a tempo indeterminato a più di 280 persone. Otto linee, tutte dedicate ai prodotti da forno: pani, torte, merende, merende lievitate naturali e prodotti cotti a vapore. Qui si producono, ogni giorno, circa 1,5 milioni di merende e 450.000 pani per una capacità massima di 73.000 tons/anno.

Negli ultimi dieci anni, a Cremona, Barilla ha realizzato importanti investimenti al fine di mantenere efficiente il plant, prestando grande attenzione al continuo miglioramento della qualità dei prodotti, all’innovazione tecnologica, alla sicurezza dei lavoratori e alla progressiva riduzione dell’impatto ambientale. Dal 2010 è iniziato un intenso programma di miglioramento nutrizionale dei prodotti grazie al quale sono state ottenute delle riduzioni di circa 200 tonnellate di sale, 400 tonnellate di grassi totali e 600 tonnellate di grassi saturi.

Nello stabilimento si effettuano più di 115.000 controlli all’anno per garantire la qualità e sicurezza dei prodotti e la loro conformità agli elevati standard definiti dall’azienda: sulle materie prime, sui materiali di imballaggio e sul prodotto finito. Il plant di Cremona è impegnato da anni anche nella riduzione degli impatti ambientali ed ha ottenuto importanti risultati dal 2010 al 2017: -10 % di riduzione CO₂; – 36 % di riduzione dei consumi idrici, contribuendo significativamente agli obiettivi fissati dalla Company per il 2020. Inoltre, nello stesso periodo, lo stabilimento ha ridotto il numero assoluto d’infortuni del 72% e l’indice di frequenza (IF) del 70%.

Ben 16 prodotti realizzati nel Plant di Cremona posseggono una Dichiarazione Ambientale di Prodotto (EPD). Tale documento, certificato da un Ente terzo, attesta gli impatti ambientali di un prodotto lungo tutto il suo ciclo di vita: dalla produzione delle materie prime, continuando per la fasi di produzione del materiale di confezionamento, di generazione del prodotto nello stabilimento Barilla, di distribuzione del prodotto, per finire con lo smaltimento delle confezioni.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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