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Affaire Lgh-A2A, il Comune
parla di legalità e poi
sminuisce la sentenza Anac

Lettera scritta da Maria Vittoria Ceraso - capo gruppo Obiettivo Cremona

Gentilissimi,

In un recente incontro pubblico a Cremona l’economista Carlo Cottarelli ha affermato che la corruzione è uno dei principali mali cronici dell’Italia e ha indicato come primo rimedio l’educazione al rispetto delle regole, che avrebbe effetti positivi sull’economia e sulla società.

Per tutta risposta il Sindaco Gianluca Galimberti nel suo intervento allo stesso incontro ha citato come esempio di attenzione per la cosa pubblica a livello amministrativo la fusione Lgh-A2A nonostante fosse già a conoscenza della delibera n. 172 del 21 febbraio 2018  dell’Autorità Nazionale Anticorruzione nella quale si afferma che l’acquisto del 51% del capitale sociale di Lgh da parte di A2A in forma diretta, cioè senza gara, costituisce una violazione delle disposizioni di legge sulle società miste e che addirittura si poteva avere una maggior valorizzazione delle azioni facendo una gara pubblica.

Ma a questa incredibile dichiarazione del Sindaco ne sono seguite molte altre. Nel comunicato ufficiale diffuso dal Comune di Cremona a commento della delibera Anac si dice che quello che conta è la questione di sostanza e cioè le  prospettive che si sono aperte di lavoro e sviluppo del territorio attraverso l’operazione Lgh-A2A e che pertanto nella realtà “la maggioranza ha visto giusto”.

L’amministratore delegato di Lgh  Massimiliano Masi ha sbandierato “gli ottimi risultati di bilancio come miglior risposta alle critiche mosse da Anac in quanto l’operazione va valutata nella misura in cui porta a risultati concreti e misurabili per i nostri soci”.

Il neo consigliere regionale del Pd Piloni ha specificato che “è sbagliato parlare di bocciatura dell’operazione da parte di Anac, termine decisamente improprio in quanto l’Anac non è entrata nel merito dell’operazione (non essendo quello l’oggetto della verifica effettuata dell’Autorità) ma si è concentrata sulle modalità esperite per l’esecuzione della stessa”.

Quindi a Sindaco, maggioranza e vertici di Lgh-A2A  non interessa quanto viene affermato dalla delibera Anac in merito alla violazione di norme vigenti, definite peraltro semplici“critiche” di forma, perché vogliono convincerci che nella sostanza ciò che conta sono i risultati concreti e i benefici che avrebbe portato questa operazione al nostro territorio (peraltro ancora tutti da dimostrare) a prescindere dalle modalità attraverso le quali sono stati realizzati. D’altronde fior di pareri di consulenti e avvocati, da loro spesati, hanno dichiarato la legittimità dell’operazione. Varranno ben di più di una delibera dell’Autorità Nazionale Anticorruzione che si è espressa esattamente al contrario.

Forse vale la pena ricordare a tutti i suddetti soggetti che la funzione principale dell’Anac consiste nel prevenire la corruzione in ogni settore della pubblica amministrazione che possa sviluppare (anche solo potenzialmente) fenomeni corruttivi, comprese le società partecipate e controllate, vigilando in particolare sul rispetto delle regole della concorrenza e dei principi di correttezza e trasparenza delle procedure di gara.

In che modo Sindaco e maggioranza pensano di combattere la corruzione ed educare al rispetto delle regole se di fronte ad una decisione della principale Autorità che si prefigge tale scopo ne sminuiscono l’importanza tanto da continuare a citare l’operazione A2A-Lgh come esempio positivo di attenzione per la cosa pubblica? In base a quale principio la sostanza prevale sulla forma quando è proprio il rispetto di quest’ultima la miglior garanzia  per tutti i cittadini che ad essere perseguito sia l’interesse pubblico? Perché è questo ciò che le disposizioni di legge che l’Anac ritiene violate volevano tutelare, la libera concorrenza affinché fossero garantite le migliori opportunità per i cittadini e per il territorio.

D’altronde lo stesso atteggiamento si era già manifestato in occasione della sentenza del Tar, confermata poi dal Consiglio di Stato, che aveva accertato l’illegittimità dell’affidamento della consulenza ad Albion per disparità di trattamento tra le aziende partecipanti. Anche il quell’occasione l’Amminstrazione ha ritenuto non così rilevante la suddetta censura perché l’importante era stato portare a compimento nei tempi stabiliti la complessa attività di ristrutturazione del debito di Aem.

Da questa Giunta abbiamo anche imparato che si possono affidare incarichi ed autorizzare esecuzione di lavori senza  avere a monte un atto amministrativo che legittimi gli stessi, che eventualmente si può assumere anche un anno dopo, senza che questo rappresenti un comportamento illecito, naturalmente se il fine che si  persegue è meritevole.

Paradossalmente le uniche disposizioni alle quali l’Amministrazione vuole rigidamente e formalmente attenersi sono quelle dettate dal Regolamento comunale del referendum consultivo con l’unico scopo di impedire la libera espressione dei cittadini.

Mi domando allora a cosa servono tutte le azioni messe in campo dal Comune di Cremona per diffondere una cultura della legalità dentro e fuori all’Ente Locale, l’adesione e la partecipazione alla rete degli enti locali Avviso Pubblico per la formazione in materia di legalità, anticorruzione, antimafia, lo scambio di buone prassi, l’istituzione della giornata della Trasparenza e della Corruzione (di cui a dire il vero non si ha più notizia), se poi si fa spallucce di fronte ad una delibera Anac, a sentenze del Tar, del Consiglio di Stato e alle norme che regolano l’attività amministrativa?

Ma forse per Sindaco, Giunta e tutta la maggioranza queste iniziative sono più una questione di forma che di sostanza.

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