Commenta

Concato in chiave jazz,
calore e applausi
in auditorium Arvedi

Un sabato sera di ottima musica, poesia e intrattenimento intelligente, quello di ieri all’Auditorium Arvedi del Museo del Violino per il secondo appuntamento di CremonaJazz con la direzione artistica di Gianni Azzali e organizzato da Unomedia e MdV. Sul palco Fabio Concato a interpretare una ventina di brani del suo percorso musicale lungo quarant’anni e un Trio di grande livello formato da Paolo Di Sabatino al piano (suoi gli arrangiamenti dei brani di Concato), Glauco Di Sabatino alla batteria e Marco Siniscalco al basso.

Il cantante milanese ha incantato il pubblico (concerto da tempo sold out) non solo interpretando i suoi successi ma anche raccontando con signorilità e autoironia le sue vicende musicali e umane. La serata è tutto un susseguirsi di emozioni da “Ti ricordo ancora” a “Tienimi dentro te”, da “Domenica Bestiale” a “Stazione Nord”, da “Guido piano” a “Fiore di maggio”. Gli arrangiamenti jazz di Paolo Di Sabatino hanno ridato freschezza ai capolavori di Concato avvolgendoli di una atmosfera nuova e che, con il legno dell’auditorium con la sua straordinaria acustica, ha contribuito a far emozionare i vecchi fans o a far scoprire un grande cantautore ai più giovani.

Brividi anche per “051.222525” scritta per Telefono Azzurro per raccontare la tragedia e le speranze di chi vive la violenza in famiglia e per la struggente “Gigi”, dedicata al padre musicista, ottimo jazzista.

Il concerto si è chiuso con due bis: la dolcissima “Non smetto di aspettarti” e con il ritmo e la leggerezza di “Rosalina”.

© Riproduzione riservata
Commenti