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Andrea Motis con voce
e tromba incanta
l'auditorium Arvedi

C’è chi l’ha paragonata addirittura a Chet Baker per quel suo alternarsi tra voce e tromba, altri a Norah Jones, forse è un po’ troppo per la filiforme Andrea Motìs, trombettista e cantante di Barcellona. Lei comunque a soli 22 anni è già una star del jazz europeo e la sua grande vena musicale ha incantato gli spettatori dell’Auditorium Arvedi per il terzo concerto di CremonaJazz. “Emotional dance” – questo il nome del tour che la porterà anche al Ravenna Jazz Festival – è anche il suo primo album ricco di un jazz raffinato ma anche multiforme, sfaccettato, che alterna swing, blues, bossanova, dixieland e pop. La voce è davvero notevole (“è il mio secondo strumento, dopo la tromba e prima del sax” ha detto recentemente) ed è un misto tra Billie Holiday, Sarah Vaughan e Amy Winehouse con un vibrato che dimostra l’eccezionale musicalità. L’abbiamo sentita nelle musiche di Cole Porter o nella emozionante “Chega de saudate” di Jobim o in una “Besame mucho” da brividi. Andrea Motìs passa dalla tromba alla voce con grande naturalezza, senza dare a vedere il grande sforzo che certamente compie con quel suo corpo leggero da ragazzina. Ma la tromba per lei è quasi una appendice naturale e la suona da quando aveva sette anni. E canta indifferentemente in inglese, spagnolo, portoghese o catalano. Un prodigio che nonostante la giovane età dimostra una straordinaria maturità artistica che sciorina in due ore di ottima musica che strappa applausi entusiastici al pubblico cremonese certo di aver scoperto una stella di prima grandezza nel panorama jazzistico. Straordinari anche i quattro musicisti catalani che l’accompagnano: il grande Ignasi Terraza al pianoforte, Josep Traver alla chitarra, Miguel Artigas al contrabbasso ed Esteve Pi Ventura alla batteria.

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