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Sponda di Po senza
manutenzione, terra ed erba
hanno livellato i gradoni

Non esiste più il percorso ciclabile e pedonale che corre sul lungo Po Europa, ad un livello più basso tra la strada che costeggia le canottieri e la riva del fiume. Le abbondanti piogge di questi ultimi mesi, ma soprattutto la mancanza di manutenzione degli ultimi anni hanno fatto crescere un ammasso di terra, erba ed arbusti che hanno livellato i piani del Lungo Po e della sponda per un lungo tratto tra canottieri Bissolati e Flora.

Quest’ultima è la società più interessata alla percorribilità della sponda a gradoni perchè è lì che si trova il suo attracco per le barche. Per questo ha fatto ripulire a proprie spese la parte prospiciente l’imbarcadero, ma molto resta da fare e l’autorità competente è l’Aipo. Come altre volte in passato, ad esempio per la rimozione della vegetazione dalla sponda più vicina al ponte e dei detriti addossati ai pilastri, l’autorità per il bacino del Po ha tempi molto dilatati rispetto alle richieste di chi vive il fiume sulla sponda cremonese. Basta guardare anche la fitta boscaglia che è cresciuta oltre l’imbarcadero del Flora verso il canale: arbusti che negli anni sono cresciuti fino a diventare alberi, tanto da confondersi con le poche vere essenze ad alto fusto, una situazione che potrebbe creare problemi di dissesto idraulico, oltre che, sul piano paesaggistico, ad oscurare del tutto la vista del fiume. E problemi potrebbero derivare dall’ammasso di terra e vegetazione, tra la Bissolati e il Flora  se dovesse arrivare una nuova piena che spazzasse via il tutto, con danni già sperimentati poco più a valle.

Una quindicina di giorni fa il Comune, attraverso l’assessorato all’Ambiente, ha sollecitato l’Aipo ad intervenire, ricordando gli impegni presi a settembre quando aveva provveduto ai primi interventi in corrispondenza del ponte. In particolare, in una mail inviata dall’assessore Alessia Manfredini viene richiesta la pulizia della sponda all’altezza del Flora, la sostituzione dei panettoni gialli con sbarre per impedire il passaggio dei veicoli sulla strada e l’aggiornamento della catellonistica. Non solo: dalla parte opposta rispetto al ponte in ferro, a destare la preoccupazione dei frequentatori del Po è anche lo stato della lanca Livrini, che si sta prosciugando, e le condizioni del pennello che la delimita, sempre più degradato. g.biagi

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Commenti
  • Mirko

    Una zona così bella lasciata in abbandono più totale, erbacce terra e rifiuti ovunque

  • ciclo-pe

    Il lungo Po, con lo splendido affaccio sul Fiume, dovrebbe essere un punto di riferimento per Cremona. Peraltro coinciderebbe con il percorso cicloturistico di VENTO a cui, giustamente, si stà dando tanto spazio sui media. E’ qui che ci dovrebbe essere uno dei punti di intersacambio tra ciclabilità e navigazione fluviale. Ma proprio non ci siamo. Alle questioni riportate nell’articolo aggiungo che sotto al ponte il percorso ciclo pedonale è spesso interrotto dalle auto in sosta che peraltro fanno manovra occupando anche il limite della sponda. Non si potrebbe individuare un percorso ciclo-pedonale definitivamente protetto da elementi dissuasori tenedolo libero da auto in sosta e in manovra? Si parla tanto della ciclopista daTorino-Venezia ma localmente si fa poco o nulla.