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Vigilanza su parere Anac,
Siboni: 'Lgh cercava
un partner da 10 anni'

foto di repertorio

Commissione vigilanza nel pomeriggio di giovedì in Comune, convocata  da Marcello Ventura, per discutere della bocciatura, da parte dell’Anac, dell’accordo Lgh-A2a, per mancanza di una gara comparativa. La minoranza è tornata sugli argomenti sviscerati già lo scorso anno quando l’autorità anti corruzione aveva emesso un primo parere non  favorevole a quella che a tutti gli effetti aveva definito una vendita di azioni da Lgh ad A2A e non un accordo tra soggetti industriali come hanno sempre sostenuto i soci Lgh. Una tesi poi ribadita qualche settimana fa nel parere definitivo a seguito delle repliche dei soci Lgh. A rispondere al fuoco di fila dei consiglieri Maria Vittoria Ceraso e Federico Fasani è stato lo stesso presidente Aem Massimo Siboni: “Una partnership non la metti a gara – ha detto tra l’altro. – E che sia una partnership lo dimostrano molte cose, tra cui l’elemento governance: il piano industriale di Lgh può essere modificato solo con maggioranza qualificata, ossia non può farlo A2A autonomamente, servono i voti dei soci di minoranza”. Siboni ha poi ricordato che i rilievi Anac nascono essenzialmente dal fatto che c’è stato un trasferimento di denaro da A2A a Lgh, circa il 25% del valore delle azioni: “Se ci fosse stato solo uno scambio di azioni, nulla sarebbe successo”, e ha pure ricordato il fatto che erano “10 anni che Lgh era alla ricerca di un partner: c’è stata Acsm, i veronesi … Alla fine una scelta andava fatta”.
“Perché dopo la notifica dell’Anac non è stata data comunicazione al consiglio comunale?” ha chiesto la consigliera Maria Vittoria Ceraso. “Oggi non interessa discutere dei risultati di quella operazione. Può essere stata la migliore possibile, ma se non ha seguito le regole…”. “Chiamatela come volete – ha aggiunto Fasani – ma la gara avrebbe consentito di trovare un partner anche migliore di A2A, ponendo come requisito il mantenimento dei livelli occupazionali e tutto quanto è stato chiesto ad A2A”.

Appurato che Aem, socio al 15,5% di Lgh, non rischia nulla in caso la procura della Corte dei Conti decida di avviare un procedimento per danno erariale a seguito del parere Anac, Siboni ha detto che in caso di chiamata in causa risarcirà tramite la sua assicurazione i danni eventualmente procurati. Una eventualità che appare assai remota: oltre al fatto che i giudici contabili dello Stato non hanno ancora deciso alcun provvedimento, Aem si fa forte del fatto che ad affare concluso i conti hanno cominciato ad andare molto meglio (Lgh è tornata a chiudere il bilancio con un forte segno +, 10 milioni) e che quindi il danno erariale non c’è stato. Aem peraltro ha impugnato sia il parere dello scorso anno sia quello ribadito più di recente, presso il Tar: è stata chiesta una procedura accelerata, ma i tempi della decisione sono verosimilmente oltre l’anno.

Fasani è poi tornato su una vecchia questione: la consulenza affidata da Aem alla società Albion nella fase istruttoria dell’accordo con A2A. La società seconda classificata nella gara allora indetta aveva fatto ricorso. Ebbene, Aem – ha spiegato Siboni – ha chiuso la diatriba con una transazione costata 5000 euro. Pagati dalla società stessa. Fasani ha chiesto di avere copia documentale. g.biagi

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