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Tajani, a Cremona prima
uscita pubblica da
vicepresidente di FI

(foto Sessa)

E’ arrivato direttamente alla Chiave di Bacco, il locale attiguo al Museo del Violino, il Presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani. Il ritardo sulla tabella di marcia (l’arrivo era previsto alle 19 alla Camera di Commercio di Cremona, nda) è stato dovuto ad un problema avuto dal volo Lufthansa in partenza da Francoforte su cui viaggiava con l’europarlamentare Massimiliano Salini. Atterrato a Linate verso le 19.15, Tajani ha incontrato sia le categorie economiche cremonesi che gli esponenti locali di Forza Italia intorno alle 20.30 trattenendosi circa tre quarti d’ora prima di dirigersi ad una cena privata a Crema con alcuni imprenditori locali.

Ad anticiparlo l’annuncio di Silvio Berlusconi che lo nominava vice-presidente del partito. “Ringrazio – ha esordito il presidente europeo – il presidente Berlusconi e il partito per la fiducia che mi hanno concesso: sarò il primo militante del partito.  Si riparte dai territori, dalla gente e da una bellissima città come Cremona per una nuova fase di rilancio”. Tajani si è quindi soffermato su temi di politica nazionale ed europea, a partire dal rapporto con la lega (“Col Movimento 5 stelle è un matrimonio contro natura e mi auguro che si possa tornare ad avere il prima possibile un centrodestra unito”), proseguendo sul reddito di cittadinanza (“E’ escluso che si possano usare i fondi europei per questo”) e concludendo sulle frontiere e i nazionalismi (“La risposta ai bisogni dei cittadini non sono i nazionalismi, chiudere le frontiere va contro gli interessi dell’Italia: dobbiamo lavorare in Africa con un piano per quei Paesi”).

Davanti ai presenti, Tajani si è soffermato in modo particolare sui giovani: “Il nostro dovere non è quello di fare la carità ai nostri figli dandogli 800 euro per non fare niente, ma di metterli nelle condizioni di poter trovare un lavoro e che le migliori menti rimangano in Italia. Dobbiamo mettere le banche nelle condizioni di erogare prestiti soprattutto ai giovani, ma anche alle famiglie e alle piccole imprese, riducendo poi le tasse sul lavoro”.

Salini, che ha introdotto Tajani come il “capitano delle battaglie politiche che stiamo tentando di fare in Europa”, ha aggiunto, lanciando di fatto la campagna per le europee di maggio: “Il nostro compito è ribadire che oltre alle paure esistono i desideri di rilancio. Essere in Europa in questo momento significa essere nel luogo dove tutto questo viene protetto o minacciato”.  “Di fronte – ha concluso l’europarlamentare – ad un imprenditore che si vede minacciato dalle industrie cinesi, di fronte ai rischi che possiamo ravvisare nella quadruplicazione degli investimenti in armamenti sempre della Cina o di fronte ai  flussi migratori, non possiamo far altro che credere in un’Europa più forte e che ci assomigli di più. Chi oggi facilita una marginalizzazione dell’Italia in Europa si rende colpevole dei più gravi danni che ci saranno nella vita quotidiana delle persone”.

Mauro Taino

Fotografie di Francesco Sessa

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