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Il ministro Bonisoli in visita
a Cremona: 'Nella cultura
migliaia di assunzioni'

(foto Sessa)

Battuta pronta, portamento rilassato e niente scorta. Si è presentato così a Cremona il Ministro per i Beni e le Attività Culturali, Alberto Bonisoli. Una visita all’archivio di Stato, poi l’incontro col sindaco Gianluca Galimberti, con la vice Maura Ruggeri e la dirigente Settore Cultura Maurizia Quaglia. Infine, Bonisoli si è trattenuto con interesse all’interno del museo del Violino, dove ha ricevuto una cravatta a tema stradivariano. “Ma è interessante a prescindere dagli Stradivari: musei come quello del Violino si trovano più facilmente all’estero che in Italia, anche se hanno meno di noi”, ha sottolineato il ministro. Che non si è fatto mancare nemmeno i ricordi dei suoi vent’anni cremonesi con tanto di visita a Sesto, “come promesso”.

In mezzo, però, tanta sostanza. A partire proprio da Cremona: “Ho avuto una discussione e un confronto interessanti con l’Amministrazione comunale e devo dire che secondo me a Cremona stanno succedendo delle cose che possono essere utili. Ci sono due aspetti che ho colto. Cremona, come altre realtà in Italia, ha tutto il diritto di avere delle alte ambizioni: se parte un progetto culturale è giusto che abbia un’orizzonte mondiale senza accontentarsi di mezze soluzioni o della sola notorietà regionale. Nel momento in cui lo si fa è giusto valorizzare ciò che c’è: a volte si riprende una soluzione pensata altrove e la sic era di applicare chiavi in mano, ma per me le soluzioni funzionano meglio quando sono incastonate nel tessuto sociale ed economico”.

“E’ stato un incontro importante e, con il vicesindaco Maura Ruggeri, abbiamo illustrato alcuni dei progetti principali: sono progetti molto concreti e molto ambiziosi che incarnano la storia della nostra città e ne delinenano uno sviluppo possibile. Il lavoro da fare è ancora tantissimo e l’interazione con il Ministero è importantissima”, ha commentato Galimberti. Progetti come il Distretto Culturale della Liuteria, Cremona città barocca, quello sul Patrimonio immateriale dell’Unesco e quelli legati al Museo del Violino e al teatro Ponchielli ma anche la proposta per il Festival Monteverdi di acquisire valenza nazionale. “Abbiamo condiviso molte cose – ha concluso il sindaco – e trovato una sintonia sotto molti aspetti: il desiderio è quello di lavorare insieme con la Regione e il Governo e nel ministro abbiamo trovato una persona capace di grande ascolto e con la quale, a partire da oggi, contiamo di lavorare”.

Quello della cultura è il primo ministro del Governo Conte a visitare la città, anche se “ci verremo tutti, dovete avere pazienza” chiosa. Un ruolo, quello di ministro nel Governo del cambiamento, cui Bonisoli non si sottrae: “Un ministro della cultura che parla di assunzioni mi sembra già un grande cambiamento”. E’ infatti una “rivoluzione copernicana” quella che ha in mente il membro dell’esecutivo: “La mia prima priorità è fare migliaia di assunzioni: in tre anni ho 3.400 persone del ministero che vanno in pensione e attualmente nelle liste ci sono 163 idonei e non è previsto alcun concorso pubblico. Se devo assumere un professionista voglio che sia bravo e tra due, voglio prendere quello più bravo non quello meglio raccomandato. Sono quindi in arrivo dei concorsi nel 2019 e ne incardineremo uno nella Legge di Bilancio. Non voglio fare un maxi concorso, ma diversi sparsi nel tempo per evitare un tappo generazionale che frenerebbe qualsiasi progressione di carriera per 30 anni. La crescita degli organici sarà graduale”.

“In Italia – conclude Bonisoli – abbiamo un disperato bisogno di aumentare le risorse in campo culturale. Quello che purtroppo hanno fatto i Governi precedenti è stato di non mettere abbastanza soldi o metterli ‘a tempo’. Sto cercando risorse economiche per fare una seria programmazione di spesa in modo che ogni anno abbia una certezza di risorse e consenta agli operatori della cultura di pianificare con serenità”. Il ministro sfata anche un luogo comune: “Le risorse ci sono: si tratta di avere un approccio adulto ai problemi spostando le risorse giuste per fare le cose giuste. Mi sembra una rivoluzione copernicana: non si spremerà il sistema culturale italiano per spremere risorse, ma le metteremo”.

Mauro Taino

Fotografie di Francesco Sessa

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