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Processo Formigoni, rissa
al Dordoni, cinese omicida,
calcio. Il tribunale riapre aule

Quasi terminata la pausa estiva anche per il tribunale di Cremona che da inizio settembre riaprirà le aule per la ripresa delle udienze civili e penali. Fitto, per i prossimi mesi, il calendario dei processi per  palazzo di giustizia che tra l’altro il 10 settembre si appresta a ricevere ufficialmente il suo nuovo presidente: Anna Di Martino, napoletana di origine, già gip e presidente della sezione penale del tribunale di Brescia.

Sul settore civile a inizio settembre tornerà sul tavolo del giudice del lavoro Giulia Di Marco il caso del ricorso contro il licenziamento, da parte di Trenord, del capotreno cremonese Giordano Stagnati, 25 anni, reo di aver pronunciato un insulto razziale il 23 settembre scorso sul treno in viaggio da Brescia verso Cremona nei confronti di Moussa Diatta, il 23enne passeggero senegalese sprovvisto di biglietto che l’aveva aggredito, strappandogli dalle mani il palmare e l’apparecchio pos per i pagamenti con le carte di credito. Trenord dovrà valutare la proposta avanzata dall’avvocato di Stagnati Massimiliano dopo la scoperta in un filmato di una bestemmia pronunciata dal capotreno, di convertire il licenziamento da giusta causa in consensuale, chiedendo inoltre che Trenord sblocchi le abilitazioni da capotreno di Stagnati, dandogli così la possibilità di svincolarsi dalla stessa società e cercare lavoro come capotreno in un’altra compagnia di trasporto ferroviario.

Nel penale, invece, si tornerà a parlare del terribile fatto di sangue accaduto in via Fatebenefratelli il 24 gennaio scorso, quando il cinese Wu Yonggin, armato di mannaia, si era avventato contro la moglie, uccidendo lei e il bimbo di tre anni figlio di una coppia di cinesi che lo aveva lasciato alle loro cure. Lo psichiatra Cesare Piccinini, di Parma, incaricato di effettuare una valutazione sulle facoltà mentali del cinese, depositerà la sua relazione con i risultati.

Settembre sarà anche il mese in cui si discuterà il processo, spostato a Cremona per competenza, che vede imputato l’ex governatore della Lombardia Roberto Formigoni, accusato di corruzione e turbativa d’asta per un presunto giro di tangenti nella sanità lombarda. Nell’indagine è coinvolto anche l’ex direttore generale dell’ospedale di Cremona Simona Mariani. Per il momento i due procedimenti sono separati, ma non è escluso che vengano accorpati, così come vorrebbe il pm Carlotta Bernardini “per ragioni di economia processuale”.

Il 25 settembre a Roma è invece attesa la sentenza dei giudici della Cassazione per l’ultimo grado del caso Tamoil: l’accusa aveva già chiesto di rigettare il ricorso presentato dalla difesa del manager Enrico Gilberti, dichiarando nello stesso tempo inammissibile il ricorso della procura generale di Brescia contro la sentenza emessa il 20 giugno del 2016 dalla Corte d’Assise d’Appello di Brescia che, seppur confermando l’inquinamento, aveva emesso una sola condanna per disastro ambientale colposo aggravato e non per il reato più grave di avvelenamento delle acque. Il manager Gilberti era stato condannato ad una pena di tre anni di reclusione, mentre tutti gli altri imputati erano stati assolti.

Giornata romana anche per il terzo e ultimo grado di giudizio per gli arrestati della prima tranche dell’inchiesta sugli scontri avvenuti al corteo antifascista del 24 gennaio del 2015. Il 13 dicembre del 2015 in appello i giudici avevano confermato l’accusa di devastazione per tre dei quattro imputati, ma avevano ridotto le condanne rispetto ai quattro anni del primo grado.

Il processo sulla rissa scoppiata il 18 gennaio del 2015 sul piazzale del Foro Boario al termine della partita Cremonese Mantova tra esponenti del centro sociale Dordoni e i militanti di Casapound tornerà a tenere banco nell’aula penale di Cremona il prossimo mese di ottobre per l’esame degli imputati: 17 le persone accusate di rissa aggravata, due di loro anche di tentato omicidio e tre pure di lesioni gravi.

E poi il calcioscommesse, ‘diviso’ il 3 aprile del 2017 dal collegio cremonese che aveva fatto spostare la maggior parte del procedimento a Bologna, facendo restare a Cremona il terzo gruppo accusato di associazione a delinquere finalizzata a truccare le partite. A Cremona saranno sentiti gli ultimi testi, mentre si attende la decisione della Cassazione dopo che il pm di Bologna aveva sollevato un conflitto di competenza, indicando ancora Cremona come sede per celebrare il processo. Intanto però Bologna ha già rinviato a giudizio i 31 imputati, tra cui Beppe Signori, Cristiano Doni, Stefano Mauri, mentre per un commercialista il gup ha stabilito il non luogo a procedere per non aver commesso il fatto.

Infine a novembre in sede civile verrà letta la sentenza riguardante il procedimento promosso dall’ex comandante della polizia municipale di Cremona Fabio Germanà Ballarino contro il Comune, al quale l’attuale dirigente della polizia municipale di Lodi  chiede 200mila euro di risarcimento di danni per ‘straining’, lo stress forzato causato dalla dequalificazione.

Sara Pizzorni

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