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Il Museo del Violino si
appresta a festeggiare 5 anni:
oltre 500mila presenze

Cinque anni di successi per il Museo del Violino, di fatto l’attrazione turistica più importante della città. Sono i dati a parlare: sono più di 500 mila le presenze complessive che si sono registrate nel museo di Piazza Marconi, diventato, anno dopo anno, sede anche di incontri, di eventi oltre che ovviamente cornice esclusiva di concerti e audizioni. Nel 2017 gli ingressi soltanto al Museo sono stati 66.424, in costante crescita. Bene le presenze durante le audizioni che sempre nel 2017 sono state 18.997. Numeri importanti per i concerti, grande lustro del museo: in 5 anni ben 39 mila i biglietti staccati per assistere a un momento di grande musica all’interno dell’Auditorium Giovanni Arvedi, un gioiello che tutto il mondo ci invidia.

Un lustro di attività per una storia fiorente da continuare a scrivere: il Museo del Violino di Cremona si appresta così a festeggiare cinque anni dall’inaugurazione, avvenuta il 14 settembre 2013 con personalità del mondo culturale e politico: il ministro della Cultura Bray, i parlamentari Bersani e Tremonti, il vicepresidente della Commissione Europea Tajani, l’assessore regionale alla Cultura Cappellini. A fare gli onori di casa c’erano il sindaco Oreste Perri e il cavalier Giovanni Arvedi, è infatti dalla sinergia fra l’amministrazione comunale e la Fondazione Arvedi-Buschini che nacque una realtà oggi conosciuta in ambito internazionale sia per le collezioni sia per i concerti.

Nell’ex Palazzo dell’Arte di Piazza Marconi, riqualificando un’area di 6.500 metri quadrati coperti su progetto dello studio di architettura Arkpabi di Palù e Bianchi, ora coesistono: una decina di sale espositive fra cui lo ‘Scrigno dei Tesori’ che custodisce il patrimonio civico di violini, viole, violoncelli di Stradivari, Guarneri del Gesù e Amati e il circuito ‘Friends of Stradivari’ che espone i capolavori appartenenti a raccolte pubbliche e private; un Auditorium da 460 posti dal design avveniristico e dalle incredibili proprietà acustiche curate dall’ingegner Yasuhisa Toyota; due laboratori di ricerca (diagnostica non invasiva dell’Università di Pavia e acustica musicale del Politecnico di Milano) dotati delle più moderne tecnologie per le analisi sugli strumenti ad arco; infine una sala conferenze, il bookshop e un lounge bar.

L’anniversario del Museo del Violino assume una rilevanza speciale non soltanto perché segna un lustro, ma anche perché coincide con il “XV Concorso Triennale Internazionale di Liuteria”, ideato nel 1976 e tuttora considerato l’Olimpiade della Liuteria, che prosegue valorizzando quel saper fare liutario riconosciuto dall’Unesco nel 2012 Patrimonio immateriale dell’Umanità.

Federica Bandirali – Federica Priori

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Commenti
  • Mario Rossi SV

    Sicuramente le visite del Renzi e della Boldrini rappresentano l’apoteosi per il museo.

    • pendolarestanco

      cremona è nota “anche” per il salame, le cui fette andrebbero mangiate e non messe sugli occhi. i punti di forza del museo sono identificati nell’articolo: se ne è capace (o vuole) commenti quelli. altri commenti sterili su fatti non segnalati lasciano il tempo che trovano ed identificano scarsa capacità di analisi.

      • Mario Rossi SV

        Non si preoccupi che l’MdV lo conosco molto bene, e se é bravo in matematica vedrà che i conti non tornano. Lei piuttosto continui a pendolare…

    • pisto

      L’apoteosi sta nella frequenza regolare di grandi musicisti che si esibiscono all’auditorium non alla visita di mediocri politici di ogni appartenenza.

  • Illuminatus

    E pensare che un’amministrazione precedente voleva trasformare il Palazzo dell’Arte nel… Museo del CALCIO!!
    Anziché ammirare gli Stradivari, avremmo potuto sbirciare magliette sudate.

    • Mattia

      Era anche l unica proposta…. poi si è presentato il padrone di Cremona….a già ma e lo stesso del sito…ok mi sa che mi I censurate

      • Illuminatus

        Arvedi ha tirato fuori milioni di euro di tasca propria per creare un polo d’attrazione per la città nel pieno più squisito della sua tradizione, senza badare a spese (tutti i migliori professionisti del settore), che dimostra di attrarre turisti da tutto il mondo e dunque denaro per l’indotto.

        Secondo me, criticare Arvedi su questo è fuori luogo. Io personalmente gli ho inviato una lettera di ringraziamento per aver dato la possibilità di realizzare il MdV.

        • Mattia

          Libero di pensarla come vuole…

          • Illuminatus

            E meno male 🙂
            Saluti.