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Dementia Friendly
Community, il Comune
aderisce al progetto

Il Comune di Cremona ha aderito al progetto ‘Dementia Friendly Community’ con lo scopo “di innescare un processo di cambiamento sociale per sconfiggere il pregiudizio e creare una rete di cittadini consapevoli e capaci di relazionarsi con la persona affetta da demenza, con la sua famiglia e farli sentire parte della nostra città”. Per avviare il percorso di adesione, come fanno sapere dall’Amministrazione, sono stati consultati i riferimenti territoriali sul tema, in particolare l’Azienda Speciale ‘Cremona Solidale’, l’Associazione Argilla, l’AIMA (Associazione italiana malattie di Alzheimer) – Sezione di Cremona, che costituiscono il gruppo dei promotori accompagnato dal dott. Fabrizio Arrigoni. La richiesta di adesione al progetto è stata “valutata positivamente dalla Federazione Alzheimer Italia” e, sottolineano dal Comune, è stato così superato il primo passo per entrare a far parte del network delle Comunità Amiche delle persone con demenza. “All’inizio del prossimo mese di ottobre – dichiara l’Assessore alla Vivibilità Sociale Rosita Viola che ha proposto l’adesione al progetto – si terrà una presentazione pubblica nel corso della quale saranno illustrati significato e obiettivi della ‘Dementia Friendly Community’, nonché le attività previste per ampliare la rete e coinvolgere i diversi attori del territorio”.

Alcuni Paesi Europei hanno già sperimentato con successo il coinvolgimento attivo della comunità nella conoscenza della malattia come strumento. Il progetto in Italia è promosso dalla Federazione Alzheimer Italia, indicata dalla Alzheimer’s Society London come pioniera dell’organizzazione nel nostro Paese e come rifermento e guida del progetto per tutte le città che aderiscono. Gli obiettivi del progetto sono quelli di “impegnare la comunità a sostenere le persone ammalate su un piano di normalità (la malattia non cancella il diritto ad una vita insieme con le persone sane), creare una rete degli amici della demenza (negozi, esercizi pubblici, e luoghi di ritrovo dove il malato è accolto, compreso e rispettato), programmare incontri per coinvolgere la rete territoriale sul tema della demenza”. Ma anche “sensibilizzare l’opinione pubblica, i professionisti della salute, i media, e le istituzioni sull’Alzheimer, in modo che il malato e i suoi familiari non rimangano soli nell’affrontare il dramma della malattia” e “fornire gli strumenti necessari a chi vive a fianco di un malato e cercare di migliorare la loro qualità di vita; combattere i pregiudizi e le discriminazioni”.

L’Alzheimer è la causa più frequente della demenza, colpisce 1 persona su 20 oltre i 65 anni di età e, al momento, non esiste una terapia per la sua guarigione. Tale malattia, evidenzia l’Amministrazione, “è motivo di pregiudizio e discriminazione nei confronti delle persone e delle loro famiglie che sono spesso sole e marginalizzate”. “La persona – proseguono – con decadimento cognitivo presenta una progressiva perdita delle capacità di comunicare che la rende più fragile e indifesa: la difficoltà di comunicazione la rende dipendente dagli altri e vulnerabile alle situazioni di incuria”. Il decadimento cognitivo è una malattia progressiva per la quale non esistono, al momento, cure sufficientemente efficaci, ma la diagnosi tempestiva è “un diritto poiché consente a chi ne è colpito di esercitare l’autonomia decisionale il più a lungo possibile, di manifestare i propri desideri sulle modalità di assistenza anche per la fase più avanzata e di esprimere le volontà per il fine vita”. “Una città accogliente – conclude il Comune – può garantire una diffusa rete di strutture adeguate a fornire alcune indicazioni per tranquillizzare la persona confusa. Una comunità amica della demenza deve saper riconoscere che gli ammalati di demenza hanno ancora delle capacità di controllo della vita sul loro ambiente che deve essere preparato ad accoglierli assieme alle loro difficoltà e limiti, in una condizione di rispetto e dignità”.

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