Cronaca
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Cacciatori indisciplinati, 45 verbali da inizio stagione: no rispetto distanze sicurezza

Sono 45 i verbali elevati dall’inizio della stagione di caccia (il 16 settembre) a oggi dalla Polizia Provinciale e dalle Guardie Venatorie volontarie. Del resto ogni settimana presso gli uffici sono circa una quindicina le segnalazioni che pervengono. Senza contare quelle ricevute dai Carabinieri, che spesso vengono interpellati, come è accaduto sabato, quando alcuni residenti di Levata di Grontardo li hanno chiamati dopo aver visto cacciatori sparare nel campo dietro casa. O come nella giornata di domenica, quando una donna ha avvisato le autorità dopo aver visto dei pallini sparati dai cacciatori arrivare fino sui gradini di casa, al Bosco ex Parmigiano.

Le motivazioni principali delle sanzioni del resto sono soprattutto quelle: “Spesso si tratta di cacciatori che sparano troppo vicini alle strade, alle case o ai luoghi di lavoro (il limite sarebbe 100 metri dalle strutture residenziali e lavorative e a 50 dalle strade)” spiega Mauro Barborini, comandante della Polizia Provinciale. “O ancora, vi sono cacciatori che non hanno segnato il numero di capi abbattuti”. Ma le regole da rispettare sono molte e spesso vengono ignorate. Come quella di rispettare il silenzio venatorio nelle giornate di martedì e venerdì, o di rispettare il limite dei tre giorni di caccia da scegliere nelle altre cinque giornate in cui è consentito.

In ogni caso riuscire a incastrarli non è semplice, anche a causa dell’esiguo numero di agenti. “Un tempo eravano 24 e riuscivamo a presidiare meglio il territorio” racconta il comandante. “Oggi siamo solo in 12, e il territorio è veramente lungo. Fornutamente ci sono i volontari a darci una mano, ma non è comunque facile riuscire a monitorare tutto”.

LaBos

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