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Aemilia, 40 condanne. Accuse
confermate per Lamanna, da
rifare un capo di imputazione

Nella foto, Francesco Lamanna

E’ arrivata in tarda serata di ieri la sentenza dei giudici della Corte di Cassazione che dovevano pronunciarsi sul ricorso di 46 imputati processati con il rito abbreviato nell’ambito del maxi procedimento Aemilia contro le infiltrazioni mafiose dell’ndrangheta. I giudici della quinta sezione penale hanno confermato l’impianto accusatorio con 40 condanne definitive.

Per quattro imputati, l’ex consigliere comunale di Forza Italia a Reggio Emilia Giuseppe Pagliani, assolto in primo grado e poi condannato in appello a 4 anni, Michele Colacino, Francesco Frontera e Francesco Lamanna, quest’ultimo cutrese residente a Cremona e condannato in appello a 12 anni di reclusione, ci sarà un nuovo processo d’appello, mentre altri due imputati hanno visto ridursi la pena.

Per Pagliani e Colacino si tratta di un annullamento in toto della sentenza d’appello, quindi bisogna rifare il processo di secondo grado. Per Frontera e Lamanna, invece, è stata confermata la responsabilità penale, ma è stata annullata la sentenza d’appello che riguarda un solo capo d’imputazione. Quindi, andrà rifatto il processo di secondo grado solo relativamente a quel capo d’imputazione.

Secondo l’accusa, Lamanna sarebbe stato uno dei promotori dell’associazione mafiosa. Al centro dell’inchiesta, che a gennaio 2015 portò a 117 arresti, un’organizzazione ‘ndranghetistica che, seppur legata alla famiglia Grande Aracri di Cutro, agiva con forza autonoma e localizzata, con epicentro a Reggio.

Tra gli imputati c’erano anche l’imprenditore Marco Gibertini, condannato a 9 anni e 4 mesi, Domenico Mesiano, poliziotto ed ex autista del questore di Reggio, 8 anni e mezzo di condanna, il boss Nicolino Grande Aracri, 6 anni e 8 mesi, Alfonso Diletto, 14 anni, Romolo Villirillo, 12 anni, Antonio Gualtieri, 12 anni, e Nicolino Sarcone, 15 anni.

Accolti in parte i ricorsi delle parti civili, la Regione Emilia-Romagna e i sindacati Cgil, Cisl e Uil.

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