6 Commenti

Plastica non più business, Tari
a rischio rincaro. Rogo S.Rocco,
'Stock sotto limite autorizzato'

La raccolta differenziata è volata oltre il 75% a Cremona, ma questo non basta a scongiurare il rischio di un aumento della Tari il prossimo anno. E’ emerso durante la seduta di martedì pomeriggio dell’osservatorio rifiuti, con il resoconto delle attività di Linea Gestioni, illustrato dall’assessore all’Ambiente Alessia Manfredini ai rappresentanti dei quartieri cittadini. Lo spunto è arrivato dalla presidente del quartiere 9 Maria Cristina Arata: “Mi chiedo se sarà possibile che i cremonesi vedano una diminuzione della Tari di pari passo con l’aumento della differenziata. Da quello che leggo le tariffe non diminuiscono necessariamente, in provincia di Monza e in molti altri comuni che hanno raggiunto percentuali ‘danesi’ oltre il 90%, si paga di più”.

“In queste settimane stiamo costruendo con il gestore il piano economico finanziario – ha risposto Manfredini-.  Sono d’accordo, il sistema non è più stabile come in passato, sono molto preoccupata per dinamiche di mercato che prescindono dalla volontà del cittadino. Siamo in fase di redazione del piano economico finanziario della raccolta rifiuti che verrà approvato a breve e cercheremo col gestore di ottimizzare i costi, il tema esiste, non ci nascondiamo dietro un dito. Noi finora abbiamo cercato di abbassare la Tari, garantendo più servizi, come il porta a porta, che è un sistema costoso. Tenere i costi quest’anno non sarà facilissimo”. In sostanza, il riciclo della plastica, con l’enorme disponibilità di materiale conseguente alla differenziata, non è più un business in ascesa come qualche anno fa, ma richiede adeguamenti impiantistici che rendono meno conveniente il riciclo. Ecco perchè le aziende faticano a ritirare il materiale dai depositi.

“Preoccupano le fluttuazioni del mercato  – ha concluso Manfredini -. Credo che sia utile che questi aumenti dei costi non ricadano sui cittadini che in questi anni hanno tenuto comportamenti virtuosi”.

INCENDIO SAN ROCCO: I QUANTITATIVI DI PLASTICA ERANO A NORMA. A questo proposito è stato sfiorato anche l’argomento dell’incendio di giovedì scorso alla piattaforma di san Rocco. Come ha dichiarato Francesca Pontiggia, presidente commissione Ambiente, “i cittadini adesso vogliono giustamente un riconoscimento sul fronte tariffario. E’ legittimo che chiedano una totale trasparenza sulla filiera dei rifiuti. Sull’incidente  interverranno altre istituzioni per spiegarci cosa è successo; a me come amministratore  interessa capire cosa avviene dopo la raccolta; quali controlli mettono in atto le aziende; come si possono seguire i vari appalti e subappalti. Nel sud Lombardia ci sono stati 18 incendi nell’ultimo anno. Dal gestore mi aspetto una informativa”.

Sulla stessa linea il consigliere di centrodestra Federico Fasani: “Trovo imbarazzante che di fronte a un fatto del genere non ci sia stato detto niente. Sollecito con urgenza la commissione ambiente.
Chiedo al gestore se vi fosse plastica in eccesso in piattaforma quando si è sviluppato l’incendio. E come mai tanta solerzia dell’amministratore nel denunciare l’errore nella misurazione delle emissioni al camino de combustore  qualche tempo fa, e oggi il silenzio di fronte all’incidente”. Il direttore di Linea Gestioni Primo Podestà, ha in parte risposto a questi dubbi: la piattaforma di San Rocco è in regola con tutte le autorizzazioni e i quantitativi di plastica stoccati, in parte andati in fumo, erano ben al di sotto del limite massimo autorizzato. g.biagi

© Riproduzione riservata
Commenti
  • Caber

    Se il dover mettere per strada i rifiuti tenendo conto di giorni ed orari rappresenta un miglioramento del servizio direi che non ci siamo proprio…

    Oltretutto si sa che la rivendita di materiali da riciclo non rappresenta un gran business, non penso raggiunga il 10% dei costi del servizio da nessuna parte.
    In compenso invece di fare due giri di raccolta la settimana se ne fanno molti di più.
    Non vedo come sommando tutto questo possano esserci risparmi…

    • nbc

      condivido in pieno

  • pisto

    Bisognerebbe produrre meno imballaggi…o crearne di più velocemente degradabili….mia la plastica, ma a faghela capì l’è dura.

  • Illuminatus

    Questo è il risultato della gestione “for profit”. Un tempo, era la municipalizzata che se ne occupava come servizio per la cittadinanza. Ora, avendo ceduto il servizio ai privati, loro ci vogliono guadagnare di più e noi dobbiamo pagare i loro profitti.

    Sono proprio contento.

  • Krugher Fateam

    è strano che in nessuna foto ci mostrino il macchinario per imballare la plastica, che sia ancora quella acquistata 15 anni fa usata? dove gli operai per anni hanno pulito la plastica a mano?

  • Mario Rossi SV

    I produttori pagano 250 euro la tonnellata, cifra triplicata negli ultimi anni, noi pagheremo di piú la tari…bell’affare la differenziata!
    Grazie Galimberti &C, non ci dispiacerà non vedervi piú!