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Cremona, differenziato il
78% dei rifiuti urbani: 2°
miglior dato regionale

E’ arrivata al 78,3%  la percentuale di raccolta differenziata in provincia di Cremona. La nostra provincia si piazza così al secondo posto in Lombardia in questa speciale classifica, preceduta solo da Mantova (86,61%). La media regionale si attesta invece 69,6%, terzo miglior dato dopo, rispettivamente, Veneto (73,6%) e Trentino – Alto Adige (72%). A livello nazionale, in ogni caso, il valore più alto in Italia di raccolta differenziata viene raggiunto dalla provincia di Treviso con l’87,8%, seguita proprio da Mantova (86,6%) e Belluno (83,4%), mentre sono siciliane le peggiori tre province: Enna è il fanalino di coda (11,3%), preceduta da Siracusa (15,3%) e Palermo (17,3%). E’ quanto emerge dai dati diffusi dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale.

Negli ultimi 5 anni a Cremona si è registrato un incremento di quasi 18% della percentuale di raccolta differenziata, passando dal 60,8% all’attuale 78,3%, con una crescita rispetto al 2016 di 0,4%. Un numero che assume ancora più valore se si considera che le tonnellate totali di rifiuti urbani sono aumentati di poco più di 3mila in 5 anni, mentre la popolazione è scesa di 3.629 abitanti generando anche un aumento dei rifiuti urbani pro capite: dai 455,7 kg per abitante del 2016 si è passati ai 469,7 del 2017, anche se con un decremento del 6,4% rispetto al 2016. Ad aumentare significativamente, però, come detto, è stata la raccolta differenziata, sia a livello pro capite che totale: a livello individuale si è passati dai 277,1 kg per abitante ai 367,8 dell’ultimo rilevamento (ma nel 2016 erano 370,9), mentre in totale si è passati dalle 100.341, 4 tonnellate alle attuali 131.850,8, anche qui con un leggero calo rispetto al 2016 (133.290).

A livello numerico, in ogni caso, è, prevedibilmente, Milano la provincia lombarda a produrre più rifiuti urbani e più raccolta differenziata (rispettivamente 1.550.123,2 e 974.278 tonnellate), mentre Sondrio con la sua differenziata di 46.147,8 tonnellata su un totale di 83.954,5 tonnellate di rifiuti urbani è la provincia con i volumi di differenziata più bassa. A livello di percentuale, invece, detto della capofila Mantova, è Pavia a far registrare il dato più basso (50,2%). Analizzando nel dettaglio la differenziata cremonese, la maggior parte dei rifiuti riciclati è di natura organica (52.628,2 tonnellate), seguita da carta e cartone (21.389,8), vetro (13.113,7) e ingombranti misti a recupero (10.471,4).

In generale, per la prima volta dal 2010 si registra un lieve incremento della frazione organica raccolta in modo differenziato: cresce solo dell’1,6% nel 2017, mentre, negli ultimi sette anni era aumentata di quasi 8 punti percentuali l’anno, con picchi del 9,6% tra il 2013 e il 2014. Per i rifiuti in legno, il cui ammontare raccolto è di 800mila tonnellate, la crescita è pari all’8,2%. Un aumento percentuale analogo si osserva, tra il 2016 e il 2017, per la raccolta dei rifiuti metallici (+8%), il cui quantitativo si attesta, nell’ultimo anno, a quasi 320mila tonnellate. I rifiuti urbani prodotti nel 2017 sono stati gestiti in 644 impianti. Lo smaltimento in discarica, pari a 6,9 milioni di tonnellate, interessa il 23% dei rifiuti urbani prodotti, evidenziando una riduzione del 6,8%. Le discariche operative, nel 2017, sono 123, 11 in meno rispetto all’anno precedente. Sul suolo cremonese sono presenti tre impianti di compostaggio dei rifiuti: Bagnolo Cremasco, Casale Cremasco – Vidolasco e Sospiro. Sempre Sospiro, poi, è indicato come impianto di trattamento integrato anaerobico/aerobico dei rifiuti e nel 2017 ha trattato 28.823 tonnellate di rifiuti. A Castelleone, invece, è presente un impianto di digestione anaerobica che ha trattato lo scorso anno 29.576 tonnellate di rifiuti.

Scendono invece a 39 gli inceneritori operativi (erano 41 l’anno precedente). Nel 2017, i rifiuti urbani inceneriti, comprensivi del CSS, della frazione secca e del bioessiccato ottenuti dal trattamento meccanico dei rifiuti urbani stessi, sono quasi 5,3 milioni di tonnellate (-2,5% rispetto al 2016). Il 70% circa dei rifiuti viene trattato al Nord, l’11% al Centro e quasi il 19% al Sud. Va precisato che in Italia tutti gli impianti di incenerimento recuperano energia, elettrica o termica: complessivamente vengono recuperati nel 2017 quasi 4,5 milioni di MWh di energia elettrica e 2 milioni di MWh di energia termica. In particolare il termovalorizzatore di Cremona, indicato tra i 13 impianti ddi incenerimento dei Rifiuti Urbani e tra i 6 di coincenerimento. Per quanto riguarda quest’ultimo indicatore, a Cremona arriva un totale di 6.074 tonnellate di rifiuti urbani, mentre per quanto riguarda il primo, le tonnellate sono 36.545, di cui 20.845 tonnellate di rifiuti speciali e 14.597 tonnellate da trattamento sempre dei rifiuti urbani. Il recupero energetico, infine, viene stimato in 61.820 MWh per quanto riguarda quello termico e 25.536 MWh per quello elettrico.

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Commenti
  • Mario Rossi SV

    Quindi chissá che risparmio per le tasche dei contribuenti…ah no, invece c’é pure da pagare il ritiro dei rifiuti nei condomini…

    • Roberto

      E pensa che ci sono piccole attività, tipo negozi (tipo il mio) che producono 1 cestino di carta al mese (che poi loro rivendono) e pago piu di 1000€ all anno di rifiuti.

      • Illuminatus

        Per non parlare dell’inutile carrozzone CONAI…

  • paolino

    io penso che sia una bufala non è la prima volta che le sparano grosse sanno che il Cremonese beve quasi tutto