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Alessandro Bergonzoni
al Teatro Ponchielli
coinvolge e fa riflettere

Una tempesta di parole ha investito il teatro. Ponchielli quasi pieno per l’esordio della stagione di prosa: sul palco ieri sera Alessandro Bergonzoni, che riproporrà il suo ‘Trascendi e sali’ anche stasera. “Andate, andate, che domani arriveranno altre persone. Altrimenti ve le troverete sulle spalle”, ha scherzato congedandosi con il pubblico cremonese.

Un pubblico che lo ha applaudito a più riprese e che ha dimostrato di apprezzare i suoi discorsi, apparentemente illogici, ma ricchi di significati, non sempre facili da cogliere al volo. O la battuta la si coglie subito, oppure passa e non torna più. Metafore, calembour, illogicità apparenti che invece sono logicità manifeste, irrazionalità che invece è razionalità. Dopo ‘Urge e Nessi’, spettacolo che ha profondamente inciso sul suo modo di fare teatro, Bergonzoni torna con uno spettacolo dove la comicità non segue ritmi costanti.

Non sempre l’artista, durante l’ora e mezza e più di monologo ininterrotto, segue una linea retta: si sposta di lato, cambia passo, e dimostra che per andare avanti si può anche non andare dritti. Bergonzoni, infatti, non lo troviamo solo a teatro, lo troviamo anche nelle carceri, nelle scuole (stamattina, venerdì 14 dicembre, terrà una lezione in città), al cinema, in radio, nelle pinacoteche, in ospedale. Davanti ad un scenografia minimal, e in un continuo parlare con le ‘quinte’, chiamando sul palco persone che non ci sono ma che rispondono, Bergonzoni ci insegna che quello che vediamo non è per forza la realtà, ma quello che noi vogliamo che sia la realtà.

Parla dei migranti, di accoglienza – lui impegnato con l’associazione Mediterranea per denunciare ciò che accade in mare -. Cita Regeni, Cucchi, Aldrovandi. E alla fine ciò che ci regala non è tanto quello che ci offre lì, mentre si ride, spesso anche di pancia, ma quello che ci portiamo a casa.

Simone Bacchetta

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