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Calcio scommesse: per il pm,
Paoloni 'drogò' i compagni
Chiesti 3 anni e un mese

Marco Paoloni

Per le due pm Ilaria Prette e Milda Milli, Marco Paoloni, 35 anni tra qualche giorno, l’ex portiere di Cremonese e Benevento accusato di aver ‘drogato’ sei persone, tra i suoi ex compagni di squadra e dello staff, è colpevole. Oggi, al termine della requisitoria del processo sul calcio scommesse, arrivato ormai alle conclusioni, l’accusa ha chiesto una pena di 3 anni e un mese. Per la procura è stato Paoloni, che deve rispondere di adulterazione e di lesioni, ad aver sciolto l’ansiolitico Minias nelle bottigliette d’acqua dei suoi compagni durante l’intervallo di Cremonese-Paganese del 14 novembre del 2010 per alterarne il risultato (la partita era finita 2 a 0 per i grigiorossi). “Non ho mai combinato partite e non ho drogato nessuno”, ha detto oggi lo stesso Paoloni, che ha abbandonato completamente il mondo sportivo e che lavora per un’azienda odontoiatrica a Civitavecchia, dove risiede. Ma a smentirlo ci hanno pensato le due pm che nel corso delle conclusioni hanno fatto sentire in aula una telefonata intercettata tra Paoloni e Massimo Erodiani, il pescarese titolare di alcune agenzie di scommesse coinvolto nell’inchiesta. Nell’intercettazione, datata 25 gennaio 2011, i due parlano della ricetta del Minias. Ecco uno stralcio della conversazione:

Erodiani: “Se ci vogliono arrivare c’arrivano
Paoloni: “E va beh, però quello che dico io. Io t’ho detto… il mio nome non c’è”
Erodiani: “Eh, lo so… no, no io lo so… però…”
Paoloni: “La data pure non ci sta… quindi…”
Erodiani: “Eh però se l’hanno appuntato loro dice… Il periodo eh…”

Paoloni: “Va beh, però, quello che dico io non è una cosa… Aspetta… L’analisi che è stata fatta e tutto quanto… Non dice il nome… dice…”
Erodiani: “Ahhh allora… Io non lo sapevo… io ero convinto che fosse uscito… il nome?”
Paoloni: “Nooo… il nome… cioè ti dico.. che c…o ti posso dire? Tipo io ho il Q7… e lì è uscito l’Audi!… La casa! Non è uscito proprio il modello. Hai capito è uscito il…”

Erodiani: “Ahh capito.. certo se non c’è il tipo… Ma se ci vogliono arrivare ci arrivano! Non è successo niente chiudono la pratica arrivederci e grazie. Ciao… Io penso che se ci vogliono arrivare ci arrivano… però se non è successo niente di grave… (incomprensibile) varia… La chiudono e finisce la storia”.

“Sono passati tanti anni”, ha detto fuori udienza Paoloni in merito a quella ricetta. “Lo so solo io cosa ho passato, dieci mesi da incubo. All’epoca ero senza palle, ho portato avanti il gioco, ma non ho assolutamente drogato i miei compagni. Quella partita l’abbiamo pure vinta”.

Proprio su farmaco, la scorsa udienza era intervenuto il dentista marchigiano di Sirolo Marco Pirani, che ha già patteggiato un anno e otto mesi. Era stato lui a compilare la ricetta su richiesta di Paoloni. “Il Minias?”, aveva sostenuto Pirani: “Un farmaco blando, una stupidata, ci vogliono 40 gocce per addormentare una persona”. Copia di quella ricetta era stata inviata tramite fax il giorno prima della partita ad un tabaccaio di Cremona. Era intestata alla moglie di Paoloni. La fotocopia della ricetta del farmaco è già stata acquisita dai giudici. “Non si tratta però di una ricetta originale”, ha però sempre precisato il difensore di Paoloni, l’avvocato Luca Curatti.

Non solo Paoloni: nel procedimento sul calcioscommesse rimasto a Cremona (la maggior parte del processo è stata spostata a Bologna) c’erano anche gli imputati che avrebbero fatto parte del terzo gruppo accusato di associazione a delinquere finalizzata a truccare 53 partite di serie A, B e Lega Pro. Tra loro, il cinese Wang Yu Qiu, comproprietario di una lavanderia a Desio e accusato di essere il finanziatore dell’associazione, l’ex dirigente del Pergocrema Salvatore Antonio Intilisano, l’ex centrocampista del Potenza Simone Grillo, il team manager del Riccione Calcio Cosimo Rinci, e Salvatore Spadaro, detto ‘il vecchio’. Fra coloro che sono accusati di frode sportiva c’è il serbo Almir Gegic, ex calciatore del Chiasso e considerato uno dei capi del gruppo degli ‘zingari’. Per tutti le due pm hanno chiesto l’assoluzione.

La parola è poi passata alle parti civili e ai difensori. La prossima udienza, fissata al 26 marzo, concluderà la difesa di Marco Paoloni, rappresentata dall’avvocato Luca Curatti, dopochè verrà emessa la sentenza.

Sara Pizzorni

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