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Recupero edilizio del
quartiere Sabbie, Piloni
scrive ad Aler per sollecitare

Il consigliere regionale del Pc Matteo Piloni con una lettera indirizzata al Presidente dell’Aler di Brescia-Cremona e Mantova, il dottor Bianco Bertoldo Albano, chiede di accelerare i tempi per l’avvio, non ancora avvenuto, dei lavori già programmati e finanziati degli alloggi di via Fratelli Bandiera 3 e 5, a Cremona.
“La riqualificazione edilizia di 18 appartamenti delle due palazzine nel quartiere Sabbie di Cremona era stata annunciata da Aler nel gennaio del 2017″ fa sapere Piloni. “A distanza di due anni, i risultati però non sono per nulla rassicuranti: a parte gli interventi eseguiti dal Comune, Aler ha soltanto adeguato gli impianti termici ed eseguito della manutenzione straordinaria, null’altro”.

Piloni nella missiva si dice consapevole delle “dinamiche che hanno portato a rallentamenti nell’aggiudicazione dei lavori e degli aspetti legali relativi a possibili ricorsi sugli effetti del bando”, ma sollecita l’avvio dei lavori, preoccupato per il progressivo degrado che sta deturpando l’area, infestata da topi, recinzioni e transenne pericolanti.

Il consigliere ricorda poi i risultati ottenuti dal gruppo regionale del PD in commissione, durante la fase di approvazione delle modifiche al regolamento che disciplina l’accesso e la permanenza negli alloggi pubblici.

“Si potranno ospitare persone non appartenenti al nucleo familiare fino a 12 mesi, mentre i parenti di primo grado potranno essere ospitati, sempre per comprovati motivi, fino a 18 mesi; i genitori degli assegnatari potranno far parte del nucleo familiare e il reddito ISEE, ai fini della decadenza, è stato alzato da 30 mila a 35mila euro” spiega Piloni, specificando che queste modifiche dovranno però essere recepite dalla giunta regionale.

“Come Pd abbiamo infine proposto e ottenuto un tavolo di lavoro per avviare un percorso di modifica della legge 16/2016, per migliorarne, laddove possibile, il testo vigente, di complicata applicazione e che ci appare lontano dagli interessi di assegnatari e di coloro che hanno legittimo diritto ad una casa popolare” conclude Piloni.

LA LETTERA

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