Un commento

Truffa dello specchietto rotto,
denunciati i due protagonisti
dell'inseguimento del 13 marzo

Sono dei veterani della ‘truffa dello specchietto’ i due malviventi denunciati dai Carabinieri di Soresina per danneggiamento di auto, tentata truffa continuata e  per uno di loro false generalità, che il 13 marzo scorso avevano colpito nel soresinese ed erano stati identificati in seguito ad un frenetico inseguimento sulla strada provinciale 45.  Si tratta del 32enne  A.W., nato a Montichiari (BS) e residente a Vigonza (PD), pregiudicato e del 33enne C.S., nato a Reggio Emilia residente a Desenzano del Garda (BS), anch’egli disoccupato e pregiudicato, i quali oltre agli episodi del 13 marzo sono stati identificati come autori di almeno altri tre fatti analoghi avvenuti nello stesso periodo sulla SP45 tra la provincia di Milano e quella di Cremona.

Due gli episodi distinti del 13 marzo, che hanno avuto come vittime altrettanti cremonesi, un 36enne residente a Genivolta e una 32enne, sempre di Genivolta, che avevano allertato il 112 in seguito al danneggiamento delle loro auto. Il primo tentativo di truffa era avvenuto alle 22 in territorio di Genivolta, il secondo 15 minuti dopo a Soresina. I due soggetti, a bordo di una Renault Modus, avevano utilizzato l’espediente della ‘rottura specchietto a seguito di finto sinistro stradale’. Simulando un incidente con vetture in transito, avevano fermato gli ignari automobilisti, pretendendo da loro denaro a titolo di risarcimento; una volta ricevuto il loro diniego avevano danneggiato le loro vetture.

I due malviventi erano stati bloccati e identificati dai militari del Comando Stazione di Soresina, al termine di un inseguimento iniziato sulla SP 45 e terminato all’incrocio di via Bergamo con via Montenero. A seguito del controllo del conducente dell’auto era emerso che, A.W., aveva fornito false generalità circa la sua identità venendo pertanto deferito anche per tale reato. g.b.

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Commenti
  • Elio

    Vorrei chiedere ai giudici se con queste belle referenze non starebbero meglio in galera