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In bicicletta o a piedi:
la mobilità dolce a Cremona
batte il resto della Lombardia

foto Sessa

Sempre più persone decidono di spostarsi in città con mezzi non inquinanti: in bicicletta o e-bike, con i mezzi pubblici a trazione elettrica, compresi i treni urbani o anche a piedi. È quanto emerge dal rapporto Le città elettriche, il primo incentrato sulla mobilità a emissioni zero in Italia, realizzato da Legambiente in collaborazione con MotusE (associazione per la mobilità elettrica), che analizza i dati dei 104 capoluoghi italiani attraverso diversi indicatori: dalla disponibilità di mezzi elettrici, all’inquinamento, al tasso di motorizzazione, alla presenza di piste ciclabili, al modal share. Cremona è in testa alla classifica lombarda dei capoluoghi per incidenza sul totale, degli spostamenti in bicicletta e a piedi, complici le ridotte dimensioni della città e il suolo pianeggiante: ci si sposta in bicicletta nel 16% dei casi, a piedi nel 19%. Supera Cremona, per i soli spostamenti a piedi (il dato sulle due ruote non è pervenuto), soltanto Varese con il 23%, mentre si avvicinano alle nostre percentuali Monza, con il 15 e il 12%; nettamente distaccate risultano altre città di ridotte dimensioni come Mantova (10 e 8%) o Lodi (14 e 6%).

Con 31,7 metri ogni 100 abitanti, Cremona è la seconda città in Lombardia, appena dopo Mantova per consistenza di percorsi ciclabili, per un totale, conteggiato da Legambiente, di 73,6 km. Ciononostante, la percentuale di spostamenti in macchina è ancora nettamente prevalente e nella media regionale: 54%, come quasi tutti gli altri capoluoghi, ad eccezione di Milano dove è appena il 30% grazie alle politiche dissuasive messe in atto dalle ultime amministrazioni e al maggiore utilizzo del trasporto pubblico. A Cremona invece il 5% degli spostamenti avviene in moto e appena il 6% su autobus urbani, una percentuale bassissima, soprattutto se paragonata al 57% di Milano, al 28% di Pavia, al 18% di Monza, al 25% di Bergamo e al 23% di Brescia.

Legambiente ha conteggiato solo 15 auto elettriche in città (lo 0,03%) e 8 moto elettriche (lo 0,10%), ma un alto numero di punti di ricarica auto, 14.  Oggi alle 12,30 in piazza Marconi verranno inaugurate altre colonnine di A2A Energia. Due le vetture del car sharing elettrico; nessun bus elettrico né ibrido invece esiste nel parco mezzi di Km.

Numerosi anche i ciclisti che violano le regole utilizzando i marciapiedi (Via Palestro) ffoto Sessa

Tornando al capoluogo regionale, l”Osservatorio Mobilità degli italiani (Legambiente e Lorien) ha evidenziato che la maggioranza, residenti e city user (55-60%, contro il 28% nazionale), si sposta più di 4 volte al giorno ed usa nell’arco della settimana più di 6 modalità di viaggio differenti: metro, bus, treno urbano, bici, tram, scooter o monopattino, di proprietà o in condivisione, noleggio e solo in ultimo l’auto privata. Il tasso di motorizzazione, infatti, è in calo: il capoluogo lombardo in vent’anni ha perso ben 100mila auto e guadagnato altrettanti abitanti, grazie a ad ambiziose politiche locali e agli strumenti che ne conseguono, tra tutti l’attivazione dell’Area B (low emission zone) dopo il successo dell’Area C (Congestion).

“È nella definizione di Pums, Piani Urbani della Mobilità Sostenibile, incentrati su una mobilità a Zero Emissioni, che passa il cambiamento delle nostre città anche e soprattutto per combattere l’inquinamento atmosferica che attanaglia la nostra regione – sottolinea Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia –. Tutte le città, non solo quelle più grandi, dovrebbero dotarsi di Pums che valorizzino lo spazio pubblico come bene comune, non adibito a parcheggio di mezzi privati quindi, ma ad uso dei cittadini”.  g.biagi

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Commenti
  • Elio

    Poi in questo modo anche non rispettando mi imamente il codice stradale è impossibile essere multati

    • SuperDuo

      Sono favorevole alle multe per ciclisti indisciplinati a patto che si faccia lo stesso con i pedoni che camminano con il naso piantato sul cellulare sulla pista ciclabile o che attraversano fuori dalle strisce.

      • Elio

        Giustissimo

        • Susi

          Visto che le multe non le fanno sarebbe meglio la fustigazione

          • Diretur

            A partire dai mezzi fasci che odiano chi non inquina e mal sopportano chi ha un’idea di mobilità nordeuropea e non nordafricana

          • Susi

            Lei fa colazione coi fasci a pranzo coi fasci a cena coi fasci e poi penso vada a letto coi fasci e non voglio pensare cosa fa a letto coi fasci.nel cervello ha solo i fasci è devastante

      • Illuminatus

        Io sono per le multe agli indisciplinati tutti – automobilisti, ciclisti, pedoni. Con un po’ di civiltà in più si vive davvero meglio.

        • gatz

          aspetto la bella stagione con ansia per vedere se anche quest’anno la ciclabile di via navaroli verrà usata anche dagli scooter.

  • Mirko

    Molta gente si sposta a piedi anche grazie al nuovo piano del traffico, che sta rendendo cremona più lenta incasinata ed inquinata

    • Diretur

      Certo.. proprio per quello.. molta gente si sposta a piedi e in bici perchè – salvo disabilità o malattie – è il modo più rapido e efficiente di muoversi in città piccole.

  • Mario Rossi SV

    Sono veri questi dati? Mah…

  • Illuminatus

    Cremona è nei primi posti anche per morti per tumore… chissà se c’è correlazione…

    • Gino Testi

      Esatto. Ed è veramente paradossale (oltre che criminale) che un sindaco, in qualità di responsabile della salute pubblica, non abbia fatto nulla per contrastare l’inquinamento che attanaglia la città.

      • Illuminatus

        In realtà più di tanto non può. Specificamente a Cremona le cause principali di inquinamento da Pm10 sono, nell’ordine decrescente: 1) spargimenti liquami nell’agricoltura; 2) industria; 3) riscaldamento; 4) traffico commerciale; 5) traffico privato.

        E chi lo dice? Proprio LegaAmbiente Lombardia.

        • Gino Testi

          Beh, sulle cause 3, 4 e 5 può intervenire direttamente facendo approvare provvedimenti alla Giunta (ordinanze, decreti…) che prevedano controlli stringenti sul riscaldamento domestico da combustibile fossile/pellet/o altro e limitazioni del traffico (ad esempio chiudere la città al traffico estendendo la ZTL e la Zona Pedonale, incrementando il trasporto pubblico a impatto zero…). Tutte misure che risulterebbero elettoralmente impopolari, benché ormai improrogabili.

          Sulle prime due cause, invece, in qualità di massima autorità cittadina, può interloquire con gli enti preposti ai controlli facendo le debite pressioni…
          Tutte cose che non mi risulta siano state fatte.

          Inserire nei prossimi obiettivi dell’amministrazione il motto “più ambiente e salute” suona quindi come una bella presa per i fondelli…
          Tante famiglie cremonesi hanno avuto morti per tumori (polmoni, seno, linfonodi…) ed è questa, prima di tante chiacchiere e promesse elettorali, la vera emergenza della città. Dovrebbe essere il primo obiettivo di qualunque amministrazione dichiari di essere “dalla parte dei cittadini”…

          • Illuminatus

            Lei ha ragione. Mio padre è morto di tumore al polmone e non fumava. Anche per questo, non potendo per praticità usare la bici o i mezzi pubblici per andare al lavoro, ho fatto lo sforzo economico non indifferente per acquistare un’auto full-electric con recupero energia in frenata ecc.

            Io dunque mi sento a posto con la coscienza, e non tollero la faziosità e la ricerca del consenso elettorale sulla base di dogmi e mezze verità, giocati sulla pelle dei cittadini.

          • Gino Testi

            Guardi, mia madre è morta a soli 72 anni per una complicazione al tumore al seno andato in metastasi al cervello. Da pochi anni, dopo aver abitato una vita in campagna, sono tornato in città e ho deciso di muovermi a piedi o in bicicletta per principio.

            Il problema è che in queste condizioni, i principi si rivelano solo autolesionistici e non ha molto senso. E’ criminale e irresponsabile che la politica continui ad appellarsi al ridurre le emissioni e ad assumere comportamenti responsabili quando non riesce ad incidere concretamente sugli stili di vita della gente: le condizioni materiali in cui viviamo nelle città non possono permettersi di aspettare la maturazione dei cittadini: bisogna intervenire coattivamente con norme e sanzioni ma ci vuole coraggio e disinteresse vero al consenso elettorale. Cose impossibili in Italia… Quindi? Quindi siamo condannati a vivere una vita insana e pericolosa, aggravata dalla coscienza (di pochi) che così non si può continuare…

          • Illuminatus

            Pur con alcune sfumature penso che siamo d’accordo in linea di massima. Sarebbe comunque meglio che la Regione fosse più presente su questi temi, avrebbe più potere dei singoli sindaci.

            Non è che se spandano liquami a, chessò, Castelverde, dove il nostro sindaco non ha alcun potere, l’aria inquinata resti necessariamente lì per sempre e non venga a trovarci sotto il Torrazzo.

          • Diretur

            Quello che non capisci, da tempo, Illuminatus, è che in macchina si respirano più inquinanti che fuori. Quando lo capirai, sarà un passo avanti.

          • Illuminatus

            Non è affatto vero.

            1. Le auto moderne hanno l’aria che viene filtrata prima di entrare in abitacolo, mentre a meno che porti la mascherina quando sei fuori, sei meno protetto.

            2. Camminando o pedalando, stai compiendo sforzi fisici per cui la respirazione è più profonda, quindi inali più inquinanti e vanno più in fondo ai polmoni.

            3. Nel mio percorso casa lavoro, impiego 7 minuti in auto (elettrica), 15 minuti in bici, e 35 a piedi. Allora in auto si respirano meno inquinanti anche a parità di qualità dell’aria e respirazione a causa del minore tempo di esposizione.

            Infine: http://salute24.ilsole24ore.com/articles/13568

          • Diretur

            Sto parlando di mobilità urbana, è ovvio che se si viene da fuori ci si mette meno in auto… da Porta Milano a Porta Venezia lei come andrebbe a lavorare?
            https://www.repubblica.it/ambiente/2018/12/14/news/i_ciclisti_sono_i_pendolari_che_respirano_meno_smog-214291197/

          • Illuminatus

            Anch’io parlo di mobilità urbana, perché abito da una parte della città (in fondo proprio) e poi la devo attraversare tutta per recarmi sul lavoro, quattro volte al giorno, sempre col computer portatile.

            E’ per questo che ho preso l’elettrica – non produce emissioni, recupera energia in rilascio ed in frenata, ha penumatici a basso coefficiente d’attrito, il mio gestore afferma che il 40% della corrente che compero è di fonte rinnovabile. Per me è la solzuione ideale, ma ripeto, per me.

          • Diretur

            Mi dica che auto ha!

          • Illuminatus

            Vorrei ma per ora non posso, è ancora l’unica in città e non voglio perdere il mio anonimato! 🙂

          • Diretur

            Mannaggia

      • Marengon

        Ogni cinque anni gli elettori sono chiamati a fare la loro croce; e dopo la devono portare…

      • Diretur

        Non capisco la contraddizione

      • gatz

        più gente in bici, più gente che filtra l’aria con i propri polmoni.

  • Gianluca

    Eloquente la foto del servizio: bici sul marciapiede con la ciclabile dall’altro lato della strada.

    • Illuminatus

      Bei deficienti.